Da tanto vado in Marocco e negli ultimi anni mi trattengo anche più di tre mesi ma, dopo poco che sono tornato in Italia, ne sento nostalgia. Questo avviene dal lontano 1979, anno in cui insieme a Claudio, caro amico e grande uomo, per il quale avro’ sempre gratitudine, mi accinsi ad intraprendere il primo viaggio, non senza qualche apprensione : io con un glorioso Arca scout su Bedford , lui , con un altrettanto glorioso Anaconda Mini su Ford . Imbarcammo la famiglia e via attraverso la Francia e la Spagna fino ad Algesiras per attraversare lo stretto di Gibilterra e sbarcare in Africa. Adesso è piuttosto facile e veloce, esiste un bel traghetto da Genova, confortevole e conveniente, in 48 ore siamo a Tangeri e se il mare è calmo o quasi, il viaggio si trasforma in una mini crociera. A bordo si possono anche espletare tutti le formalità eliminando le estenuanti operazioni di frontiera ; pero , per chi ama il viaggio stesso come vacanza, se, fatto con calma via terra attraverso Francia e Spagna, rimane ancora più affascinante. Una volta sbarcati è già un’altro mondo ; appena fuori città si possono vedere branchi di dromedari, capre che pascolano sulle cime degli alberi e tanti, tanti palmeti da dattero che creano un’atmosfera quasi da presepe ; il lungomare pieno di calette e falesie è mozzafiato, un paradiso per i surfisti. I tempi sono ovviamente cambiati e anche la mia età , ma la voglia di Marocco c’è sempre. E’ un gran bel paese dal punto di vista paesaggistico, discretamente attrezzato e, almeno per adesso, l’unico posto raggiungibile in camper dove nei mesi invernali si puo’ trovare una temperatura che oscilla tra i 25 e i 35 gradi al sole ( all’ombra cala di circa 10 gradi). Molte sono le ragioni che fanno amare questo paese, credo pero’ che la più importante sia il ritmo di vita ancora lento, dolce, ideale per uno che ha passato gran parte della sua a inseguire l’orologio, ma puo’ essere anche una bella pausa al lavoro frenetico di tutti i giorni. Per anni ho girato in lungo e in largo il Marocco, dalle città imperiali al deserto, dall’Atlas alle oasi e credetemi è di una bellezza struggente. Adesso il mio punto di riferimento è il camping di Agadir. Saltuariamente, con amici italiani e non, facciamo escursioni di pochi giorni : a pescare, in villaggi per feste caratteristiche, ecc. Di Agadir, di quello che offre e della vita di campeggio parlero’ in un’altra occasione. Ci risentiamo presto. P.S.ho delle belle foto da spedirvi ( queste non erano un granché)
Luciano Bacci
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