E' primavera, ho telefonato alla mia nipotina che compie gli anni proprio il 21 Marzo e mi sono squagliato, avrei voluto stringerla stretta stretta e coprirla di bacini. Sono questi i momenti che ti fregano, ma poi piano piano passa, e tutto ritorna come prima. Il sole comincia a picchiare forte e dobbiamo un po' difenderci: si avvicina il giorno del rientro. Si cominciano a vedere spazi vuoti nel campeggio, ogni giorno qualcuno viene a salutarti e ti lascia un senso di tristezza, se non addirittura di commozione. Sono passati già tre mesi e non ce ne siamo accorti. Spesso ti senti domandare :" ma cosa ci fate tre mesi nello stesso posto? " Non lo so. So però che il tempo vola, spesso manca. Mi sono portato cinque libri da leggere e non ne ho finiti neanche due. Questa è la vita di campeggio: viva, piena di attività, ma soprattutto allegra, meglio ancora se alternata a brevi uscite. Pensate: ad Agadir abbiamo conosciuto due giovani cugini siciliani che si chiamano ambedue Alfonso, uno dei quali è sposato con Nancy, una bellissima e gentile fanciulla, anch'essa siciliana. Dirigono dal 1990 una industria per la lavorazione delle acciughe, credo in comproprietà con le famiglie; ma il fatto è che, pur abitando regolarmente ad Agadir in una bellissima casa, ogni giorno a pranzo, a cena e ogni momento che hanno libero, lo passano con noi in campeggio ospiti di mamma Alida. Hanno certamente piacere di stare insieme ai connazionali, ma credo che sia la vita stessa del campeggio che li attrae più di ogni altra cosa, come del resto succede ad alcuni che decidono di affittare un appartamento. E che dire dei responsabili del campeggio? Mostaphà e Jamal, due giovani e simpatici amici sempre disponibili ad accontentarci e con i quali scambiamo spesso lunghe chiacchierate in una nuova lingua "italofrancoarabo". Mostaphà mi diceva che è molto soddisfatto dei clienti fedeli che vengono a passare l'inverno in Marocco, soprattutto degli italiani che trova simpatici e pieni di vita "tres vivants". Jamal invece mi ha fatto un po' la storia del campeggio che riassumo così: fu inaugurato nel 1974 (guardacaso, stesso anno della fondazione della caravanbacci ), i primi anni non ci fu una grande affluenza di campeggiatori, solamente alcuni francesi, rigorosamente in roulottes, poi cominciarono ad arrivare i tedeschi, infine intorno al 1990 gli italiani in camper e da quei tempi è stato sempre un crescendo. Adesso il campeggio è sempre pieno, anche in virtù della buona accoglienza di cui godiamo E' ora di andare un po' a bighellonare al souk per fare le ultime spesucce, si avvicina la partenza e cercheremo di comprare anche più del necessario, perchè temiamo molto l'impatto con i prezzi nostrani.
Ormai è giunto il momento di salutarci , arrivederci al prossimo anno "IN CHAA LLAH". (spero sia scritto bene) come dicono i marocchini.
Un grande saluto a tutti
Agadir 25.03.06 Luciano
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