Via Francigena Toscan in camper : da Gambassi a Siena

VIA FRANCIGENA GAMBASSI- SAN GIMIGNANO-MONTERIGGIONI-SIENA

VIA FRANCIGENA GAMBASSI- SAN GIMIGNANO-MONTERIGGIONI-SIENA

Tappa Gambassi- San Gimignano

Parcheggiamo a Gambassi nel parcheggio dell’ufficio informazioni. La partenza del percorso è dalla Chiesa del Cristo Re ( niente di che); voltate le spalle alla chiesa si prosegue sempre dritto per Via Franchi e si inizia a scendere lungo la strada asfaltata finché ad una curva si trova una deviazione sulla destra con indicazione via francigena insieme alle indicazioni di numerose aziende agricole. Questo primo pezzo tutto su strada bianca, percorribile volendo anche in macchina e con un profilato anche se la strada è stretta e potrebbe creare qualche problema nel caso si incontri un altro veicolo, è fiancheggiato infatti  da numerose aziende che vendono olio, vino e champagne!

Scopriamo infatti che dalla famosa vernaccia un paio di produttori ottengono con il metodo champenoise lo champagne. Noi non l’abbiamo assaggiato perché ad inizio passeggiata non è consigliabile ma ci proponiamo di tornare  per assaggiarlo. Un po’ più avanti un’altra azienda accanto ad un edificio religioso espone sul muro esterno una massima di vita che condivido e fotografo per ricordarmela. La piacevolezza della strada consiste nel vedere già all’inizio la nostra meta,; le famose torri infatti svettano lì davanti e sembrano veramente vicinissime.

Dopo circa un paio di chilometri troviamo la deviazione per Bollori e Putizza, polle di acqua termale accompagnate da emissioni di gas solforosi. Se si segue la deviazione si percorre un percorso ad anello che parte e  ritorna da Gambassi lungo il quale si possono vedere varie polle ed affioramenti di acque termali ( www.parcobenestare.it percorso 2).  Tra l’altro chi si ferma a Gambassi dovrebbe dedicare una giornata  o una mezza giornata alla visita di San Vivaldo  la Gerusalemme toscana  sulla strada che va a Montaione: si tratta di una serie di cappelle (18), con all’interno terrecotte che rappresentano episodi della vita e della passione di Gesù, che riproducono i luoghi santi di Gerusalemme. San Vivaldo fu costruita nel 1500 dai frati francescani in modo da permettere a tutti di fare un pellegrinaggio in Terrasanta senza muoversi dalla toscana ma ottenendo uguali indulgenze ( orari di visita 15-19 dal 1/4 al 31/10 e dalle 14-17 dal 1/11 al 31/3). Anche da San Vivaldo parte un interessante percorso ad anello da fare a piedi www.parcobenestare percorso 1.

Finita la strada bianca, si imbocca un sentiero che  scende e  sale su una collina dalla quale si ha una bella panoramica su Gambassi. Si attraversa un fiume ( l’Elsa?) e si costeggia un bellissimo resort ( innominato) e le Fattorie San Pietro dove c’è un ristorante. Passati altri due o tre agriturismi si arriva alla strada asfaltata.

Tutta la zona è molto panoramica e bella , si scorge Certaldo e innumerevoli vigneti tanto da farci pensare di rifare il percorso in ottobre:  quando i vigneti saranno rossi lo spettacolo deve essere superbo. Arrivati al santuario di Pancole ci stendiamo al sole e consumiamo il nostro pranzo. Il Santuario ha una lunga storia di devozione: costruito alla fine del 1600 dopo la guarigione miracolosa di una bambina sordomuta ad opera della Madonna fu stupidamente distrutto dai tedeschi  nell’estate del ’44 . Ricostruito poco dopo nel 1949, nel 2000 è stato dichiarata chiesa giubilare ed entrando attraverso la porta Santa si ottiene la remissione dei peccati. La Chiesa all’interno non ha grandi attrattive, se non l’immagine della Vergine  ed i numerosi ex-voto esposti. All’esterno invece c’è un presepe a grandezza naturale con la grotta ricavata in un sotterraneo piuttosto suggestiva.

Poco dopo il Santuario riprende la strada asfaltata, lì noi dobbiamo aver sbagliato strada perché, anche se lungo la strada abbiamo trovato una lapide che diceva che stavamo percorrendo la Via di Sigerico,  non abbiamo trovato più la segnaletica della Via quindi , anche se non so dove abbiamo deviato, credo abbiamo fatto una piccola deviazione parallela al percorso originale che costeggiava la Pieve di Cellole che invece noi non abbiamo visto.

Arrivati sulla provinciale si prosegue sempre seguendo la strada e a vista visto che San Gimignano a quel punto è vicina e si vede . Questo tratto lungo la strada asfaltata è brutto perché la strada è stretta e trafficata e si cammina sul ciglio. Si entra in città dalla Porta San Matteo e percorrendo l’omonima via si arriva in centro.

Dopo la pace delle campagne fa impressione entrare nella cittadina super affollata ( è il 25 aprile) e fa venire in mente cosa dovevano provare i pellegrini medievali  quando arrivavano stanchi dalle solitarie campagne ed entravano nel allora fiorente e caotico borgo che deve il suo sviluppo proprio alla sua collocazione lungo a Via francigena.

Appena entrati vale la pena di visitare la bella Chiesa di Sant Agostino con l’annesso chiostro , bellisssimi affreschi e pale notevoli. In centro da non perdere la visita alla Collegiata , interamente affrescata: di particolare bellezza la Cappella di santa Fina affrescata dal Ghirlandaio. Il ciclo degli affreschi bellissimo si presta molto ad una vista per bambini visto la quantità delle storie  raccontata. La piazza accanto a piazza del Duomo e la Piazza della Cisterna circondata anch’essa da bei palazzi: sugli scalini del pozzo che dà il nome alla piazza ci godiamo al sole un bel gelato che abbiamo comprato alla gelateria di fronte Campione del Mondo ed una volta tanto il gelato tiene fede al suo nome. Una ulteriore salitina conduce al punto panoramico dove si può assaggiare la famosa Vernaccia di San Gimignano ed adesso ,alla fine della nostra passeggiata, ce lo possiamo concedere.

Per tornare a Gambassi stavolta noi ci eravamo organizzati con un gentile genitore che ci è venuto a prendere  perché al solito i mezzi pubblici scarseggiano : difatti da San Gimignano bisognerebbe prendere l’autobus per Certaldo, da lì per Castelfiorentino e poi per Gambassi ( tra l’altro stando agli orari l’autobus San Gimignano- Certaldo c’è solo dal lunedì al sabato per info SITA tel. 055-483651). Quindi o ci si organizza con amici, due equipaggi uno che lasci il mezzo a san Gimignano e poi torna indietro con l’altro o si usufruisce del solito tassista di Gambassi.  Per parcheggiare il veicolo a San Gimignano consiglio il parcheggio che c’è al Museo Peugeout nella zona industriale di Volterra a 10 minuti dal centro.

Se si vuole dormire a San Gimignano in località Santa Lucia a 2 chilometri da San Gimignano, accanto al campo sportivo, c’è il campeggio Boschetto di Piemma [email protected] tel. 0577-940352 con piscina e campi da tennis collegato a San Gimignano dai mezzi pubblici; accanto al campeggio c’è l’area di sosta camper ( € 1 l’ora fino ad un massimo di € 15 al giorno) protetta da sbarra con luce e punti corrente ed un punto di scarico e carico a mt 100 ( fuori del parcheggio) gratuito oppure visto la quantità di aziende agrituristiche nella zona si può chiedere ospitalità in cambio della cena o acquisto di prodotti la lista completa si trova www.sangimignano.com  dove dormire-agriturismi.

Per l’organizzazione della tappa successiva abbiamo fatto riferimento  all’efficientissimo Ufficio del Turismo di Monteriggioni orario 9,3-13,30 14-19,30 dal lunedì alla domenica tel. 0577-304834 www.monteriggioniturismo.it . La tappa San Gimignano –Monteriggioni per noi è stata piuttosto impegnativa, sono 30 chilometri partendo da San Gimignano centro , KM 27,5 partendo dal campeggio, però ripeto noi siamo due cinquantenni poco allenati.

Oggi ci incamminiamo lungo la tratta San Gimignano –Monteriggioni.

Le previsioni come al solito non sono buone ma decidiamo di partire lo stesso. Usciti dal campeggio Boschetto di Piemma o dall’area di sosta camper, si gira a sx e dopo circa mt. 100 all’altezza di un’Edicola a dx  c’è l’inizio del sentiero sterrato. All’inizio del sentiero ( primi 3/4 chilometri) ci sono una serie di saliscendi con tre piccoli guadi che possono essere evitati ( lo scopriamo parlando con delle persone una volta arrivati a Monteriggioni) uscendo dal campeggio sempre svoltando a sx si prosegue dritto lungo la strada asfaltata e quando questa devia a dx proseguire a dritto sulla strada sterrata. Lo dico perché personalmente abbiamo fatto una bella fatica ad arrivare in fondo al percorso ( km 27,2) e forse, anche se all’inizio la fatica non si sente, evitare qualche saliscendi alla fine può venire utile.

Comunque il percorso è molto gradevole, l’aria è profumatissima per la moltitudine di ginestre fiorite. Noi partiamo litigando per una questione di buste e cose che qualcuno doveva prendere e si è scordato ma per fortuna la salita ci mozza il fiato e la discussione va a morire. Passiamo l’agriturismo Torraccia di Chiusi e dopo un ennesimo guado ( ci si domanda se d’inverno questo percorso è fattibile visto la quantità di torrentelli attraversati ) un vecchio allevamento di maiali abbandonato dall’aria sinistra.

Dopo aver incrociato la strada asfaltata e passato in mezzo a campi di grano ci inoltriamo in un boschetto dove, circa dopo un’ora e mezzo  di cammino, ci fermiamo a mangiare. Incontriamo un gruppo del CAI di Massa che proviene da Gracciano. Ci informiamo sui tempi di percorrenza e ci dicono che loro ci hanno messo fino a qui 3 ore e mezzo il che ci spinge a rimetterci in cammino.  Dopo poco si riattraversa la strada asfaltata e si incontra, dopo un sentiero nel bosco un piccolo borgo con una chiesetta. L’incontro con il gruppo del CAI ci spinge ad accelerare il passo di marcia ( vogliamo o no metterci un po’ meno?) ed anche se facciamo varie soste per foto  arriviamo a Gracciano dopo circa due ore. Lungo la strada abbiamo incontrato un vecchio fontanile abbandonato che sarebbe il caso di restaurare e una antica costruzione lungo il fiume. Paolo curioso come al solito vede un signore e si fa fare la storia della costruzione dal ‘500 ai giorni nostri: un antico mulino di proprietà di nobili della zona venne poi affittato nel ‘700  ad una cartiera di carta gialla che ha continuato la sua attività fino alla fine del ‘800. Donato dai proprietari alla Chiesa è in abbandono da lungo tempo.

A Gracciano, dove ci sono vari parcheggi  dove sostare nel caso qualcuno volesse spezzare la tappa in due, ci fermiamo per una merenda: c’è un bel parco giochi con parcheggio e fontana . Dopo Gracciano attraversiamo vari campi coltivati : bisogna fare un po’ di attenzione perché la segnaletica è scarsa e spesso coperta dall’erba alta. Dopo due /tre chilometri ci inoltriamo nuovamente in un bosco in salita dove ci imbattiamo in un daino.

Usciti dal bosco ci si rimette in una stretta strada asfaltata ed  iniziamo finalmente a scorgere Monteriggioni. Il percorso costeggia il paesino di Strove che ci fermiamo a visitare, davanti alla graziosa Chiesa romanica c’è un’area picnic ed un ampio parcheggio dove sarebbe possibile sostare con il camper anche se non è perfettamente in piano. Si prosegue per un tratto sulla strada asfaltata e poi all’altezza di Castel Pietraio ci si riinoltra nel bosco per poi risbucare su una strada bianca fino ad Abbadia  Isola, antica Abbazia  con annesso convento fondata intorno al mille da una nobile longobarda che deve il suo nome al fatto che prima si trovasse come su un’isola essendo la zona paludosa. Sul sito del Comune di Monteriggioni si trovano le date nelle quali organizzano delle passeggiate storiche in costume,  con pranzi a tema,  da Monteriggioni ad Abbadia ad Isola rievocando appunto il cammino dei pellegrini della Via Francigena.

Gli ultimi quattro chilometri da Abbadia ad Isola a Monteriggioni sono per noi terribili. La stanchezza si fa sentire pesantemente, oltretutto ha iniziato a piovere fitto ed ogni passo è una fatica. Il mio garrulo marito nonostante la stanchezza continua a chiaccherare, io rispondo a monosillabi e quando insiste a grugniti: la stanchezza richiede che concentri tutte le mie forze nel camminare. Quando vedo la Porta Fiorentina di Monteriggioni , in cima all’ultima salita, mi sembra di avere un’apparizione.

Abbiamo prenotato una camera al Bed&Breakfast che è sulla piazza di fronte alla chiesa ( [email protected] tel. 0577-304917 o 3474924357 speso € 60 per la camera compreso colazione): la camera guarda la chiesa, ha un meraviglioso bagno ed un comodo letto a baldacchino. Farsi una doccia calda e stendersi sul letto è una sensazione meravigliosa. Il ragazzo tedesco che ci accoglie all’albergo ci conforta dicendoci che la maggior parte di coloro che arrivano da San Gimignano arrivano nelle nostre condizioni, mi sembra una pietosa bugia ma è consolatorio!

Dopo esserci un po’ riposati ceniamo nella sottostante Osteria, buoni ed abbondanti i primi piatti ( € 20 a testa con vino). Facciamo un breve giro per il paese che è minuscolo ma delizioso ed andiamo a letto.

La decisione di restare a Monteriggioni è dovuta al fatto che la cittadina è servita male dai servizi pubblici e sarebbe stato complicato tornare a San Gimignano. In ogni caso se si volesse tornare si può usufruire dei servizi dei tassisti di Colle Val D’Elsa Roberto tel. 3394497423 Adriano tel. 3404104010 Francesco tel. 336705766 da contattare in anticipo.

Molti stranieri che abbiamo incontrato per strada infatti non fanno la Via Francigena ma camminano da San Gimignano a Colle val d’elsa e poi da lì a Siena proprio per questo motivo, infatti Colle è molto meglio collegata dai mezzi pubblici.

Comunque chi viaggia con altri equipaggi ed ha la possibilità di recuperare il veicolo a San Gimignano, Monteriggioni offre un bellissimo parcheggio alle porte della città peccato che non sia stato attrezzato con un punto di scarico e carico acqua . Oppure per dormire low cost il prete offre ospitalità a chi viaggia con le credenziali (per ottenere le credenziali http://www.viafrancigena.eu/francigena_dettaglio.asp?C=03106050NC8832074022), ostello con bagno comune ad offerta tel. 0577 304214- 335 6651581 -327 0655678, se invece si cerca un lusso maggiore c’è anche un Hotel 4 stelle.

Il mattino seguente, dopo una buona colazione, ci facciamo confezionare dei panini dall’unico alimentari del paese ( La Cerchia) un po’ strani , non vendono pane ma solo panini non molto elaborati conveniva richiederli all’Osteria. Visitiamo la chiesa e facciamo il giro dei bastioni dopodiché con la nostra solita calma ci incamminiamo per Siena. Usciti da Monteriggioni dalla Porta opposta a quella dalla quale siamo arrivati si scende lungo la strada asfaltata. Dopo non molto si devia lungo una strada bianca.

L’itinerario di oggi oltre alla bellezza , commovente, del paesaggio, offre numerosi soste in luoghi storici( antichi toponimi, castelli, borghi medievali) che veramente fanno sentire la storia millenaria del cammino che si sta seguendo. Dopo non molto ci imbattiamo nella località il  Mandorlo che rievoca l’antica osteria per i pellegrini del Mandorlo citata negli archivi di Abbadia Isola. Dopo un po’ troviamo il borgo di Cerbaia ( lieve deviazione a dritto in salita rispetto al percorso)che pare risalga al mille ( non è che si veda tanto giusto dalle fondamenta) e dopo un altro tratto il bel insediamento medievale di Borgo Casa Bucci dal quale si vedono già le tre torri del castello della Chiocciola che deve il suo nome ad una delle tre torri che è cilindrica ed ha una scala interna elicoidale e fu teatro di battaglia nel 1554.

Poco più avanti si passa accanto al Castello di villa anch’esso con una torre quadrata ed una poco distante cilindrica. Dopo circa due chilometri di sentiero si arriva alla strada asfaltata provinciale . Lì bisogna voltare a dx e seguire la strada asfaltata, lo dico perché manca la segnaletica ed il road book non è chiaro. Dopo altri due chilometri di strada asfaltata si gira a sx in via dell’Osteriaccia  che è una larga strada bianca dalla quale ad un certo punto c’è la deviazione per l’ Eremo di Pian del lago ma siamo stanchini e ci accontentiamo di guardarlo da lontano.

Lungo la via alcuni cartelli raccontano la storia del nobile del luogo Francesco Sergondi Bindi  che si rovinò per bonificare la zona e la cui opera fu poi portata a termine dal Granduca Leopoldo che gli donò in segno di gratitudine parte delle terre bonificate . P

iù avanti si incontra la piramide di pietra che ricorda l’opera di bonifica e lì sotto inizia il lungo canale di bonifica mt 2173 che è stato restaurato e si può percorrere a piedi ( manco morta).

In località Il Palazzo si riattraversa la strada asfaltata e ci si immette in un giovane bosco di castagni alla fine del quale , lasciata una struttura ippica sulla sx si prosegue a dx fino al cimitero. Lì si rincontra la strada asfaltata e si gira a sx ed alla fine della salita si imbocca la Strada delle Coste.

Dopo essere passati  sotto la superstrada ed essere arrivati alle porte della città di Siena ci informiamo da un signore dove si trova Pazza Gramsci dalla quale dovrebbe partire l’autobus per tornare a San Gimignano. Il gentilissimo signore ci spiega che è in centro e si offre di portarci invece alla più vicina fermata di Fontebecci . Da lì prendiamo dopo una mezz’ora l’autobus per San Gimignano ( € 6 a testa facendo il biglietto a bordo).

Non tutti gli autobus arrivano fino san Gimignano , ci sono corse più frequenti per Poggibonsi  e la domenica le corse diminuiscono drasticamente, per info SENA tel. 0577-247934-283203. Quasi nessuno ferma a Monteriggioni,  tranne la mattina presto, ma abbiamo notato che il nostro si è fermato a La Colonna  che è una frazione di Monteriggioni e dalla quale si raggiunge brevemente a piedi Monteriggioni.

Dopo tre quarti d’ora arriviamo alla rotonda di San Gimignano dalla parte di porta San Giovanni per noi comodissimo perché da lì il campeggio di Santa Lucia dista solo km 1,7 che raggiungiamo a piedi ma volendo c’è anche l’autobus ( circa ogni ora).

Copyrights Caravanbacci- Lavoria  (PI) 2 maggio 2012

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