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Capodanno insolito: itinerario ad anello tra i borghi della Calabria

GIORNO 1 : Reggio Calabria

Reggio Calabria è una città sorprendentemente piacevole, a misura d’uomo, con i suoi circa 180.000 abitanti e un’atmosfera rilassata che conquista fin dal primo sguardo. Il nostro itinerario inizia dal celebre lungomare Falcomatà , spesso definito “il chilometro più bello d’Italia”. Voluto dall’omonimo e lungimirante sindaco, sorge sopra la vecchia ferrovia che un tempo ostruiva la vista del mare, trasformando questo tratto di costa in un elegante spazio dedicato al passeggio.

Il lungomare è incorniciato da raffinati edifici dei primi del Novecento, tutti ricostruiti dopo il devastante terremoto e maremoto del 1908. Tra palme e maestosi ficus centenari , un lungo nastro verde accompagna il visitatore, punteggiato qua e là da sculture di arte contemporanea. Verso l’estremità si incontra l’imponente Opera di Edoardo Tresoldi : 46 colonne in rete metallica che evocano un tempio moderno affacciato sullo Stretto. Da qui lo sguardo spazia fino alla Sicilia, con l’Etna innevato che regala una vista semplicemente impagabile.

A pochi passi, parallelo al lungomare, si snoda Corso Garibaldi , la via dello “struscio” cittadino. Durante il periodo natalizio è un tripudio di luci e decorazioni, sempre animato da gente del posto e visitatori. Tra negozi e boutique, numerosi bar e caffè con tavolini all’aperto invitano a una pausa rilassante.

Affacciato su una piazza laterale rispetto al corso si trova il Duomo di Reggio Calabria , un edificio imponente in stile eclettico che fonde elementi gotici e romanici. All’interno merita una visita la splendida Cappella del Santissimo Sacramento , originale barocca. Salendo verso la parte alta della città si raggiungono infine i resti del Castello Normanno-Svevo , testimonianza della lunga storia di Reggio.

Prima di lasciare il centro, una tappa è assolutamente obbligatoria: la gelateria Cesare 1918 , all’inizio del lungomare. La riconoscerete senza difficoltà dalla fila costante davanti all’ingresso… ma l’attesa vale decisamente l’assaggio.

Reggio Calabria

GIORNO 2- Escursione sull’Aspromonte: trekking, natura e sapori autentici

Decidiamo di dedicare una giornata a una camminata sull’Aspromonte , uno dei luoghi più affascinanti e selvaggi della Calabria. Raggiungere la zona richiede un po’ di attenzione: la strada per Montalto San Luca è tortuosa e molto ripida , quindi è consigliabile valutare bene se si viaggia con autoveicoli lunghi .

In inverno è fondamentale munirsi di gomme da neve o catene , perché Montalto San Luca raggiunge i 1951 metri di altitudine e già dai 1700 metri in su è frequente trovare neve e ghiaccio . L’Aspromonte offre numerosi sentieri escursionistici , alcuni dei quali partono anche da quote più basse, adatti a diversi livelli di preparazione.

Il sentiero che scegliamo noi è ben segnalato , anche se non particolarmente panoramico a causa della presenza di alberi molto alti . Proprio per questo, però, l’atmosfera è ancora più suggestiva: non incontriamo nessuno lungo il percorso e il silenzio della montagna rende l’esperienza autentica e quasi mistica.

⚠️ Attenzione : in alta quota i telefoni spesso non funzionano e il meteo può cambiare rapidamente . Le temperature sono rigide, quindi è importante vestirsi in modo adeguato.

Al rientro decidiamo di cambiare strada e passare da Gambarie , altra località famosa dell’Aspromonte. Qui ci fermiamo vicino all’ Aspropark , al Chiosco Tre Aie , riconoscibile per la fontana circondata da alberi secolari . È la sosta perfetta: un panino abbondante che diventa pranzo e cena, farcito con sott’olio fatti in casa e un capocollo eccezionale , davvero indimenticabile.

La giornata si conclude con un po’ di riposo e una passeggiata di shopping tra le vie del centro , chiudendo in bellezza questa esperienza tra natura, trekking e sapori tipici dell’Aspromonte .

Dove dormire : Parcheggio Porto di Reggio Calabria. Gratuito, illuminato a 500 metri dal centro

Le buone soste : Gastronomia Culinaria- Fratelli La Bufala

Escursione sull’Aspromonte:

GIORNO 3- Museo Archeologico di Reggio-Scilla-Capo Vaticano

Al mattino abbiamo dedicato alcune ore alla visita del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria , una tappa imprescindibile per chi vuole scoprire la storia e le radici più antiche della Calabria.

L’edificio che ospita il museo è di grande interesse architettonico: fu progettato da Marcello Piacentini   appositamente per accogliere i reperti emersi dagli scavi condotti dall’archeologo Paolo Orsi , figura centrale nello studio della Magna Grecia. Nonostante nei secoli passati il territorio sia stato spesso oggetto di spoliazioni e i primi scavi sistematici risalgano solo ai primi del Novecento, il museo conserva una collezione davvero ricchissima.

Il percorso espositivo si sviluppa dal secondo piano verso il basso, accompagnando il visitatore in un viaggio cronologico attraverso la storia antica della regione. I reperti sono numerosi e di grande valore, anche se l’allestimento, in alcuni punti, potrebbe essere reso più moderno e coinvolgente.

Il momento più atteso della visita si trova al piano seminterrato, dove sono custodite le vere star del museo: i celeberrimi Bronzi di Riace . Ammirarli dal vivo è un’esperienza emozionante, che da sola giustifica la visita al museo e rappresenta uno dei punti più alti di qualsiasi itinerario culturale a Reggio Calabria.

Dopo un pranzetto veloce a base di arancini presso la Rosticceria Siciliana partiamo alla volta di Scilla. Se volete, come noi, fare la strada lungo costa attenzione alle impostazioni del navigatore che tende a farvi fare la strada più veloce più interna.

E’ inverno e troviamo parcheggio, per un piccolo van, sulla piazza del Municipio di Scilla e, dopo una rapida visita del borgo sopra, scendiamo a piedi attraverso il borgo di Chianalea verso il mare. Tutto il lungomare è costeggiato da parcheggi anche se le strade per arrivarci sono un po’ strettine. Anche se non è proprio da merenda ci facciamo un mitico panino con il pesce spada al Civico 5 . L’insieme visto dalla spiaggia con il Castello Ruffo sullo sfondo è molto suggestivo. Dalla fine del lungomare passando per una galleria aperta si raggiunge il porticciolo che dà accesso ad un’altra spiaggia.

Proseguiamo lungo la costa tra panorami mozzafiato e fantastiche spiagge. Attraversiamo Palmi che se si trova parcheggio vale una sosta. Proseguiamo per Gioia Tauro , luogo desolato, mentre subito dopo si trovano belle spiagge e strutture alberghiere eleganti. L’ultimo pezzetto che conduce al Giardino degli Dei in Località Belvedere è molto stretta ed il parcheggio in fondo piccolo per cui conviene lasciare il veicolo sulla strada (impostare sul navigatore Capo Vaticano) ma conviene andarci perché il panorama su l’Isola di Stromboli è superlativo. In serata arriviamo a Tropea dove assistiamo ad un bel concerto nella chiesa sconsacrata di S.Chiara a cura dell’Orchestra di Fiati Città di Tropea .

Dove dormire: Area Camper sul mare accanto al Santuario di Santa Maria . C’è anche un Camping ma è più lontano dal paese mentre il parcheggio attrezzato con corrente, acqua e bagni è collegato al centro dalle scalette.

Buone soste : Le volpi e l’uva-Beach Club Tropea- Doa

Bronzi di Riace

GIORNO 5 – dal Parco delle Serre alla costa ionica

Lasciamo l’entroterra per dirigerci verso la costa ionica, attraversando uno dei tratti più sorprendenti della Calabria. La strada che percorre il Parco Naturale Regionale delle Serre regala scenari inaspettati: boschi fitti e silenziosi, lunghi tratti deserti e un senso di immersione totale nella natura, perfetto per chi ama i viaggi in camper lontano dalle rotte più battute.

Soriano Calabro e il Complesso di San Domenico

La prima sosta è Soriano Calabro , un piccolo borgo noto per il Complesso Monumentale di San Domenico. Qui si possono ammirare le suggestive rovine di una basilica barocca, oggi a cielo aperto, che raccontano un passato di grande splendore. Soriano è famosa anche per i suoi torroncini ricoperti , considerati tra i più buoni della Calabria: una tappa golosa che consigliamo vivamente durante un viaggio in camper nella regione. Parcheggiare a Soriano è complicato, noi abbiamo parcheggiato di fronte all’ingresso della vecchia Basilica dove c’è uno slargo.

La Certosa di San Bruno e Santa Maria del Bosco

Proseguiamo verso la Certosa di San Bruno , fondata nel 1094 dal Santo di Colonia. La certosa non è visitabile, poiché ancora abitata da circa 15 monaci certosini, ma una piccola ala ospita un museo ben curato con filmati che illustrano la vita monastica. Con una breve passeggiata su un pendio è possibile ammirare la certosa dall’alto, immersa in un contesto naturale di grande fascino. A Certosa San Bruno c’è un bel parcheggio vicino alla Certosa

Poco distante, tra abeti secolari , si raggiunge il Santuario di Santa Maria del Bosco . Sebbene l’edificio sia stato completamente ricostruito alla fine del Settecento, il luogo conserva un’atmosfera suggestiva. Qui si trovano anche il Dormitorio, dove è sepolto San Bruno, e un piccolo laghetto dove il Santo era solito immergersi nelle gelide acque.

Serra San Bruno e i Megaliti di Nardodipace

Il paese di Serra San Bruno si sviluppa lungo una via principale graziosa, ma senza particolari attrazioni. Molto più affascinante è la deviazione verso i Megaliti di Nardodipace (seguite le indicazioni, ma attenzione: la strada è stretta). Questi enormi blocchi di pietra semilavorata, che si dice risalgano al mitico popolo dei Pelasgi (6000–9000 anni fa), hanno fatto guadagnare a Nardodipace il soprannome di Stonehenge italiana . Una tappa insolita e perfetta per chi ama inserire luoghi misteriosi nei propri viaggi in camper.

Stilo e la Cattolica

La giornata prosegue con una sosta a Stilo , uno dei borghi medievali più belli della Calabria. Oltre al duomo e ai resti del castello, Stilo ospita la celebre Cattolica di Stilo , raro esempio di chiesa bizantina a pianta centrale in mattoni, con cinque cupolette, risalente al IX–X secolo. Purtroppo durante la nostra visita la chiesa era chiusa per restauri e abbiamo potuto ammirarla solo dall’esterno.

Stilo rivendica anche i natali di Tommaso Campanella , filosofo del XVI secolo e autore de La Città del Sole . Secondo la tradizione, il pensatore dimorò nel convento annesso alla Chiesa di San Domenico, dove sarebbe ancora visibile la sua cella. Anche in questo caso, però, abbiamo trovato tutto chiuso.

Caulonia, tra fede e tradizione

Ultima tappa della giornata è Caulonia , grande e affascinante paese arroccato su un cucuzzolo. Qui partecipiamo alla Messa in Cattedrale e ci uniamo alla successiva processione che attraversa tutto il paese e le sue chiese: un momento intenso e autentico, che ci fa sentire parte della vita locale.

Ceniamo a Caulonia dove assaggiamo per la prima volta il Kaciuto , un amaro a base di finocchietto, liquerizia, bergamotto ed alloro veramente eccezionale. Noi abbiamo trovato parcheggio nella piazza principale, ma segnaliamo che i posti sono pochi e non adatti a camper oltre i 7 metri . Un’informazione utile da tenere a mente quando si organizzano viaggi in camper in questa zona della Calabria.

Dove dormire . Ci avevano consigliato un bel parcheggio sul mare a  Marina di Riace  ma abbiamo dormito a Marina di Caulonia in una stradina interna a due passi dal mare.

Buone soste. Trattoria alle Colonne, Caulonia.

Calabria In camper

GIORNO 6- MuSaBa, Mammola e Gerace

La giornata inizia con calma. La meta della mattina è il MuSaBa, il Parco Museo Santa Barbara di Mammola, che apre alle 10. Questo luogo unico nasce negli anni Sessanta dalla visione dell’artista calabrese Nik Spatari e di sua moglie, l’olandese Hiske Maas, sulle rovine dell’antico monastero di Santa Barbara (X secolo). È una tappa imperdibile per chi ama inserire arte e luoghi fuori dagli schemi nei propri viaggi in camper.

Lungo la strada vediamo un’indicazione  per la Villa Romana del Naniglio. Arrivati, è una brevissima deviazione a Gioiosa Ionica, troviamo la villa chiusa. Un signore gentilmente ci fa entrare ed ammiriamo la bella cisterna ipogea perfettamente conservata ed i resti di pavimenti musivi.

MuSaBa: arte, natura e attenzione al parcheggio

Il parco dispone di un parcheggio dedicato, ma segnaliamo un aspetto importante per chi viaggia in camper: per raggiungerlo bisogna attraversare un ponticello stretto, che non dà molta fiducia per i mezzi più pesanti. Anche se non ci sono cartelli di divieto, il nostro consiglio è di parcheggiare prima del ponte, dove si trova uno slargo comodo.

La visita al MuSaBa inizia dall’alto e prosegue in discesa. Calcolate almeno due ore per esplorare con calma le installazioni artistiche immerse nel verde e le rovine del monastero: un’esperienza che unisce creatività, spiritualità e natura.

Mammola e il celebre stocco

Mammola è famosa in tutta la Calabria per lo stocco, ovvero il merluzzo essiccato al sole (a differenza del baccalà, che viene conservato sotto sale). Gli abitanti del posto sostengono che il sapore unico derivi dall’acqua minerale sorgiva utilizzata per ammollarlo.

Ci fermiamo quindi per un pranzo memorabile in un ristorante del paese, dove lo stocco viene proposto in tutte le versioni possibili: fritto, in carpaccio, al pomodoro, in tartare e molto altro. Un vero viaggio nel viaggio, che rende i viaggi in camper anche un’esperienza gastronomica.

Gerace, uno dei borghi più belli della Calabria

Nel pomeriggio ci dirigiamo verso Gerace, borgo fondato tra il VII e l’VIII secolo d.C. dagli abitanti della vicina Locri Epizephiri, in cerca di un luogo più sicuro dalle incursioni saracene. La storia di Gerace è leggibile nei suoi monumenti: dai Bizantini agli Arabi, con il massimo splendore sotto la dominazione normanna, per poi passare ad Angioini e Aragonesi.

Anche qui è fondamentale valutare bene dimensioni e maneggevolezza del camper. In cima al paese si trova un parcheggio panoramico, ma la strada è molto ripida e, soprattutto in uscita, si attraversano vie strette con numerosi balconi sporgenti. Inoltre, in estate l’accesso è vietato. Ai piedi del borgo è presente un altro parcheggio: noi consigliamo di fermarsi lì e salire a piedi. La passeggiata è in salita, ma ripaga con splendide viste sul mare e sull’entroterra.

Gerace è giustamente considerato uno dei borghi arroccati più affascinanti della Calabria. La vista panoramica è straordinaria, così come la sua Concattedrale romanico-normanna, costruita nel 1045. In passato si dice che il borgo ospitasse oltre 100 chiese; oggi ne rimangono comunque 17. Tra le più belle, oltre alla Concattedrale, segnaliamo la Chiesa di San Francesco, San Giovannello, l’Addolorata e la Nunziatella.

Ci concediamo una pausa caffè nella Piazza del Tocco, poi ci perdiamo tra le stradine del centro storico, ammirando palazzi storici come Palazzo Delfino, Palazzo Grimaldi, Casa Marvasi, Palazzo del Balzo e molti altri. Nei pressi del parcheggio si trovano anche le rovine del Castello, mentre numerosi negozi propongono ceramiche e terrecotte artigianali.

Locri Epizephiri e notte al museo

Sono ormai le 18 quando lasciamo Gerace. Per fortuna il Museo Archeologico di Locri Epizephiri è aperto fino alle 20, così concludiamo la giornata con una visita culturale. Decidiamo di dormire nel piazzale davanti al museo: arrivando già col buio, ci sembrava la soluzione ideale per essere pronti al mattino successivo e visitare con calma l’area archeologica esterna.

Dove dormire E’ possibile dormire a Gerace in un ampio parcheggio poco prima del paese

Buone soste La taverna del Borgo a Mammola. Sempre a Mammola per acquisti di stocco e prodotti locali consigliamo Stocco di Mammola in Contrada Cerchietto.

Alberi secolari

GIORNO 7- Locri, Bova Marina e Bova

L’area archeologica di Locri Epizephiri

Al mattino visitiamo l’ area archeologica di Locri Epizephiri . Per apprezzarla appieno sarebbe ideale affidarsi a una guida, ma fortunatamente il Museo Archeologico , visitato la sera precedente, è strutturato molto bene e ci ha fornito tutte le informazioni necessarie per interpretare ciò che stavamo osservando tra templi, mura e resti dell’antica città.

Un dettaglio curioso colpisce subito: all’interno del parco archeologico si estende una grande azienda agricola che coltiva limoni e bergamotti, un contrasto insolito ma affascinante tra storia millenaria e vita contemporanea.

Archeoderi e la sinagoga di Bova Marina

La conferma di quanto una guida preparata possa trasformare anche un piccolo sito in un’esperienza memorabile arriva poco dopo, nel Parco archeologico di Archeoderi , a Bova Marina , a meno di un’ora di strada da Locri. Qui sono stati rinvenuti i resti della seconda sinagoga più antica d’Europa (IV secolo d.C.).

Il custode del sito, davvero competente e appassionato, ci accompagna in una visita guidata gratuita estremamente interessante: fossero tutti così! Nell’ Antiquarium , oltre allo straordinario mosaico della sinagoga, sono conservati reperti di epoca greca e romana.

Calanchi Bianchi di Palizzi e pranzo in agriturismo

È sempre la stessa guida a consigliarci una tappa a Bova , così, dopo una breve passeggiata per ammirare i suggestivi Calanchi Bianchi di Palizzi , ci rimettiamo in marcia con il camper verso l’ennesimo borgo arroccato.

Affamatissimi (sono quasi le 15), lungo la strada ci fermiamo in un agriturismo , dove mangiamo divinamente, forse anche troppo abbondantemente. Assaggiamo la celebre lestopitta , una focaccia fritta senza lievito da gustare semplice o farcita, ricotte fresche e al forno e tante altre specialità locali. Il tutto si conclude con il loro amaro Kephasa , a base di finocchietto, alloro e liquirizia: una scoperta davvero piacevole, perfetta per arricchire l’esperienza dei viaggi in camper anche dal punto di vista enogastronomico.

Bova, capitale della Calabria grecanica

Arrivati a Bova , parcheggiamo comodamente nella piazza del paese. Viaggiare in inverno ha i suoi svantaggi, come le giornate più corte, ma anche grandi vantaggi per chi si muove in camper: parcheggi facili e ovunque .

Bova è un borgo piacevolissimo, considerato la capitale dei paesi grecanici di Calabria , ovvero quei centri dove si parla ancora l’antico dialetto greco calabrese. In alto dominano i resti del Castello normanno , da cui si gode una vista spettacolare sullo Ionio e sull’entroterra. Poco sotto si trova la suggestiva Grotta degli Innamorati : secondo la tradizione, chi attraversa il varco scavato nella roccia è destinato ad innamorarsi.

Una leggenda racconta che il castello custodisca l’ Orma della Regina greca Oichista , fondatrice mitica della città. Se il piede di una fanciulla fosse combaciato perfettamente con l’impronta, la roccia si sarebbe aperta svelando un tesoro nascosto.

Scendendo nel borgo si incontrano la Cattedrale dell’Isodia e il Palazzo Vescovile . Ancora più in basso si trovano i resti della Giudecca , l’antico quartiere ebraico, abitato per quasi un secolo dalla comunità ebraica, dalla cacciata dalla Spagna alla fine del Quattrocento fino al 1577, quando lo scoppio della peste portò all’accusa – infondata – che fossero stati proprio gli ebrei a diffonderla.

Vicino alla piazza dove abbiamo parcheggiato, un’altra piazzetta è occupata interamente da una vera locomotiva a vapore . Ci chiediamo come sia stato possibile trasportarla fin lì e il simpaticissimo gestore del bar accanto ce ne racconta la storia.

Il paese è davvero curato: le strade riportano i nomi in italiano, grecanico e greco , alcune facciate dei palazzi sono splendide, così come il Santuario di San Leo , dove vale la pena ammirare la statua del Santo, e la chiesa di San Rocco . Interessanti anche i pannelli del Museo all’aperto della Civiltà Contadina , che raccontano la vita quotidiana di un tempo.

A Bova è presente anche un Museo della lingua grecanica , che avremmo visitato volentieri, ma purtroppo era chiuso.

Dove dormire. Non abbiamo cercato aree camper ma non credo ce ne siano ni abbiamo dormito l ungo la strada a Bova Marina

Buone soste Agriturismo Petru i ‘Ntoni

Viaggio in Calabria

GIORNO 8- Pentadattilo e rientro a casa

Al mattino ci spostiamo poco più avanti per visitare il Pentidattilo paesino ai piedi del Monte Calvario a forma di mano con cinque dita. Il paese è stato abbondonato ma da alcuni anni grazie all’opera di volontari, artisti e artigiani sono state aperti dei negozi di souvenir e stanno restaurando le case rendendo il paese una meta turistica. Dal Pentidattilo partono alcuni sentieri tra cui il Sentiero dell’inglese che ripercorre le orme del viaggiatore inglese  Edward Lear. Anche il litografo Maurits Cornelis Escher soggiornò qui ed una sua  litografia che ritrae il paese. Noi facciamo solo una breve passeggiata per vedere le 5 dita da punti di vista diversi.

Finita la visita ci incamminiamo per il lungo viaggio di rientro a casa

Parcheggio Ai piedi del paese c’è un piccolo parcheggio non adatto a veicoli lunghi. Si può in alternativa parcheggiare prima lungo la strada

Caravanbacci in Calabria