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Camper ed enoturismo: perché Wine Meridian ha scelto l’abitar viaggiando in camper per raccontare il vino

Il camper , per chi fa enoturismo è lo strumento che permette di fermarsi quando il vino, il territorio e le persone lo richiedono. In questa intervista Paolo Bacci di Caravanbacci dialoga con Lavinia Furlani e Fabio Piccoli, fondatori e giornalisti di Wine Meridian, sul perché due professionisti che potrebbero viaggiare in qualsiasi altro modo continuano a scegliere la casa su ruote come compagna di lavoro.

L’intervista

Paolo Bacci (Caravanbacci): Nell’intervista che mi avete dedicato, sostenevo che «tutti sanno cos’è un camper, pochi sanno cosa è possibile fare con un camper». Dopo tanti viaggi nel mondo del vino, cosa avete scoperto voi che non avreste immaginato prima di iniziare questa esperienza?

Wine Meridian (Lavinia Furlani e Fabio Piccoli): Abbiamo scoperto che il camper cambia chi lo guida, non solo come si viaggia. Pensavamo fosse una questione di logistica, dormire vicino alle cantine, risparmiare tempo. Invece ci ha cambiato lo sguardo. Quando sai che non devi ripartire, ascolti in un altro modo. E le persone lo sentono, si aprono. La cosa che non avremmo immaginato è proprio questa: il mezzo entra nel racconto. Il camper ci ha resi più lenti, e la lentezza è diventata il nostro metodo!

P.Bacci: Giornalisti e osservatori dell’enoturismo potrebbero spostarsi in aereo, treno o auto con hotel già prenotati. Perché avete scelto proprio il camper come strumento di lavoro? E in che modo questa scelta ha cambiato il vostro modo di fare giornalismo?

Wine Meridian: Perché con l’hotel prenotato sei già altrove con la testa. Sai dove devi dormire, a che ora ti aspettano, quando liberare la stanza. Il camper toglie tutto questo. Ci ha resi giornalisti meno “in trasferta” e più dentro i luoghi.

Intervista Wine Meridian

P.Bacci: Nel vostro editoriale scrivete che non andate in Borgogna e Champagne «in pellegrinaggio», ma con uno sguardo critico. Il camper favorisce questa libertà di osservazione? Vi rende meno ospiti e più esploratori?

Wine Meridian : Sì, e parecchio. Chi ti ospita per la notte, in un certo senso, ti tiene. Il camper ci lascia liberi: dormiamo dove decidiamo noi, andiamo via quando vogliamo. Questa indipendenza si sente anche nelle domande. In Borgogna e in Champagne non andiamo ad ammirare, ma a capire cosa funziona, cosa è costruito, cosa è accoglienza vera e cosa è solo racconto. Il camper aiuta a tenere le distanze giuste: ti rende ospite quando vuoi esserlo, esploratore il resto del tempo.

P.Bacci : Quanto conta, nel vostro lavoro, la possibilità di fermarvi quando qualcosa richiama la vostra attenzione: un piccolo villaggio, una cantina sconosciuta o una conversazione inattesa? C’è una storia che non avreste mai raccontato senza il camper?

Wine Meridian: Conta moltissimo. Il programma ti porta dove vogliono portarti; la libertà di fermarti ti porta dove non era previsto. Una cantina senza insegna, un cartello scritto a mano, un paese di venti case dove finisci a parlare con chi ti riempie l’acqua.

winemeridian in camper

P.Bacci: Da studiosi dell’enoturismo internazionale, quali differenze avete riscontrato nell’accoglienza dei camperisti nei vari Paesi? E, più nello specifico, come avete trovato l’accoglienza delle aziende vitivinicole verso chi arriva con la propria casa su ruote?

Wine Meridian: La nostra impressione è che all’estero il camperista sia un turista come un altro: aree attrezzate, segnaletica, cantine che mettono a disposizione una piazzola e una presa di corrente. In Francia, e in buona parte del Nord Europa, il sistema è rodato, fa parte del paesaggio. In Italia siamo più indietro: il camper è ancora guardato con un po’ di sospetto, come se chi viaggia così spendesse meno. È un equivoco. Le aziende che ci hanno accolto con naturalezza avevano capito una cosa semplice: chi dorme in cantina, quella cantina la vive due volte.

P.Bacci : Quando arrivate in una cantina, vi sentite prima giornalisti, viaggiatori o ospiti? E quanto il fatto di dormire nel proprio mezzo vi aiuta a comprendere meglio l’esperienza vissuta dal turista?

Wine Meridian: Dipende dal momento, ma se dobbiamo scegliere: prima viaggiatori. Il giornalista arriva dopo, quando c’è qualcosa da capire. E sì, dormire nel proprio mezzo cambia tutto, perché vivi quello che vive il turista: il parcheggio, i servizi, la distanza dal centro, cosa trovi aperto la sera. Provi sulla tua pelle se un territorio è davvero pronto ad accogliere o se lo dice solo nelle brochure.

P.Bacci : Molti produttori italiani vedono ancora il camper come un semplice mezzo di trasporto. Dopo le esperienze maturate in giro per il mondo, cosa direste loro per far comprendere il potenziale di questa forma di ospitalità e quali pratiche potrebbero essere trasferite all’enoturismo italiano?

Wine Meridian: Diremmo di guardare chi lo fa già bene. In Francia una piazzola, due indicazioni e un saluto bastano a trasformare una sosta in un acquisto e in un racconto. Non serve un investimento enorme: serve smettere di pensare al camperista come a un cliente di serie B. Chi arriva in camper ha tempo, e in enoturismo il tempo è la cosa che vale di più.

P.Bacci : Il fatto di avere il camper a pochi passi dalla cantina cambia anche la qualità delle relazioni? Vi è mai capitato che, proprio grazie alla libertà di non dover ripartire, una degustazione si trasformasse in una lunga conversazione con l’enologo, il proprietario o il responsabile dell’accoglienza, capace di far emergere storie, dubbi o intuizioni che difficilmente avreste raccolto in un’intervista formale?

Wine Meridian: Continuamente. Sapere che non devi guidare, che non c’è un albergo che chiude, abbassa le difese. Le cose più sincere quasi mai te le dicono col registratore acceso!

P.Bacci: Se doveste riassumere in una frase perché il camper di Wine Meridian continua a ripartire, quale sarebbe? Il camper è soltanto un mezzo per raggiungere una destinazione o è uno strumento che cambia il modo di incontrare le persone e di raccontare il mondo del vino?

Wine Meridian : Il camper non ci porta in un posto: ci porta dentro un modo di stare nei posti. Se proprio dobbiamo riassumerlo in una frase: riparte perché ogni volta ci ricorda che il vino si racconta meglio quando hai il tempo di ascoltarlo.

 

Le riflessioni di Paolo Bacci

Qualche mese fa la redazione di Wine Meridian — una delle testate italiane più autorevoli dedicate al vino e ai suoi mercati — mi ha intervistato proprio per capire perché considero il camper uno strumento straordinario per l’enoturismo e per la valorizzazione dei territori agricoli – Enoturismo in camper: l’opportunità a costo zero per le cantine

Oggi con questa intervista  voglio ribaltare i ruoli. Ad intervistare sono io, Paolo Bacci di Caravanbacci, e le mie domande sono rivolte a Lavinia Furlani e Fabio Piccoli, fondatori e giornalisti di Wine Meridian. Con il loro “camper editoriale” stanno attraversando alcuni dei più importanti territori vitivinicoli del mondo per osservare, raccontare e comprendere i modelli di accoglienza e di enoturismo ( il racconto del loro tour tra Borgogna e Champagne ).

C’è un momento preciso in cui l’enoturismo diventa autentico. Non arriva durante la visita guidata, quando il calice viene versato secondo programma. Arriva dopo, quando la degustazione ufficiale è finita e qualcuno dice: «Restate ancora un po’, apriamo un’altra bottiglia».

L’autenticità, nell’enoturismo, raramente nasce nei tempi prestabiliti. Nasce quando il tempo smette di essere un nemico: quando non c’è l’ansia di rimettersi in auto o di raggiungere un albergo prima che chiuda. Sapere che la propria casa su ruote è parcheggiata a pochi passi dalla cantina cambia tutto. Permette di vivere fino in fondo il piacere dell’incontro, della conversazione e dell’ascolto.

Su questa convinzione ho costruito buona parte della mia esperienza di viaggio. Questa conversazione conferma ciò che in Caravanbacci osserviamo da oltre cinquant’anni: il camper non è soltanto un veicolo, ma un modo diverso di stare nei luoghi. Dal 1974 accompagniamo chi vuole scoprire i territori con i propri tempi, con la libertà di fermarsi dove il viaggio lo suggerisce — che sia una cantina, un borgo o una conversazione inattesa.

Se anche tu vuoi vivere l’enoturismo e i territori italiani con la lentezza che meritano, scopri i nostri camper in vendita e a noleggio e trova il mezzo giusto per il tuo prossimo viaggio.

Un ringraziamento a Lavinia Furlani e Fabio Piccoli di Wine Meridian per aver condiviso la loro esperienza.