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Glamping e camper: due modi di vivere il turismo esperienziale — intervista a Francesco Salvaggio

Francesco Salvaggio è tra i principali esperti italiani di turismo glamping: fotografo pubblicitario con scatti pubblicati da National Geographic e New York Times, brand ambassador di Land Rover Italia, autore di Glamping Porn — la prima guida italiana dedicata alle strutture glamping — e fondatore del portale myGlamping.it. In oltre sei anni ha visitato più di 200 location in tutto il mondo, maturando una visione netta di come l’ospitalità all’aria aperta stia evolvendo verso l’esperienza e la sostenibilità. In questa intervista Paolo Bacci lo incontra per esplorare i punti di contatto tra il mondo del glamping e quello del camper: due modi di viaggiare diversi ma accomunati dallo stesso viaggiatore, autonomo, curioso e alla ricerca di emozioni più che di destinazioni. Ne nasce un dialogo su comfort, accoglienza, sostenibilità e sul futuro del turismo open air.

L’intervista

Paolo: Ti faccio una provocazione: il camper potrebbe essere considerato una forma di Glamping itinerante?

Francesco: Credo proprio di si. Soprattutto i nuovi camper e le nuove caravan che ho avuto modo di vedere alla Fiera a Parma sono ormai dei piccoli salotti di lusso viaggianti. Se poi andiamo a vedere il mercato usa con i motor home viaggianti che usano negli States si assolutamente, alcuni di quei mezzi sono più lussuosi di tante abitazioni tradizionali. Probabilmente per aggiungere ulteriore lusso a queste vetture e poterle considerare un glamping itinerante dovremmo aggiungere al contesto la peculiarità della location di dove queste possono piazzarsi. Ovvero poter dormire in un veicolo di per se già lussuoso in uno spot unico per tranquillità, pace e vista. Vivere una notte in camper su una bellissima collina o fronte lago come nei parchi americani sarebbe sicuramente un grande plus.

Paolo: Il Glamping nasce per vivere la natura senza rinunciare al comfort. Il camper permette di cambiare panorama ogni giorno mantenendo la propria “casa”. Quale delle due esperienze pensi risponda meglio ai nuovi bisogni del viaggiatore?

Francesco: Difficile da dire. Secondo me il viaggiatore in camper è un turista che ha più tempo per le proprie vacanze, quando si esce con un camper magari si sta fuori almeno 5-6 giorni se si può fare provviste altrimenti un po’ meno, ma tutto sommato il viaggiatore in camper chi viaggia in camper vive la vacanza come se fosse tutta una grande esperienza da quando parte a quando torna a casa. Il turista che visita i glamping è un turista per adesso che va nella struttura ci dorme una o due notti e poi torna a casa.Quindi la sua esperienza è molto legata alla struttura che visita. Attualmente in Italia il pernottamento medio per i glamping si aggira attorno ad una notte e mezzo. Anche a causa dell’elevato prezzo di alcune strutture o per il fatto che “i glampers” per adesso sono prevalentemente coppie.

Glamping e Camper

Paolo: Se dovessi progettare una destinazione ideale che metta insieme Glamping e turismo in camper, come la immagineresti?

Francesco: Bhe sicuramente la progetterei in modo da avere dei servizi in comune ma con gli spazi separati. Una zona per la parte glamping, una zona per la parte camper e caravan. Per spazi intendo anche le vie di accesso, le linee di penetrazione alle piazzole gestite in modo diverso. Come consulente consiglio a chi progetta strutture open-air che ci sempre differenziazione di spazi anche se queste due tipologie di turismo si stanno sempre più assomigliando. Vorrei che la stessa privacy che si richiede per le unità glamping sia offerta anche per le piazzole camper, credo che nei camping village moderni e del futuro si possa offrire maggiore spazio per i turisti amanti del camper e sono altresì convinto che il turista sia disposto a pagare di più per avere maggiore spazio e maggiore privacy. Il glamping secondo me deve “prestare” al turista di chi usa il camper soltanto l’idea che avere piazzole più ampie e spazi maggiori per avere una privacy ulteriore possa solo che aumentare la piacevolezza della vacanza. Parlando con alcuni direttori di camping village negli ultimi anni ho avuto veramente la percezione che nelle strutture del futuro si voglia aumentare gli spazi delle piazzole dei camper anche a discapito del numero di piazzole stesse offerte, per poter offrire un confort maggiore.

Glamping

Paolo: Negli ultimi vent’anni il Glamping ha saputo trasformare l’immagine del “campeggio”, facendolo percepire come un’esperienza di qualità e desiderabile. Pensi che il mondo del camper debba fare un percorso simile? E, se sì, cosa dovrebbe cambiare prima: la comunicazione, l’accoglienza dei territori o la mentalità degli stessi operatori?

Francesco: Penso lo stia già facendo, anche soltanto grazie ad una comunicazione più giovane e fresca che vedo recentemente online.Molti associano il mondo del camper a chi vive dentro i camper vecchissimi, o ai vecchi modelli che ogni tanto si vedono girare in autostrada. Non è così, il camper è un prodotto di grande lusso e pregio dove non si rinuncia a nessun confort e soprattutto all’esperienza di vacanza!! Una vacanza in camper forse la dovrebbero provare tutti almeno una volta nella vita.Secondo me per vedere dei cambiamenti nella percezione generale serve un po’ di tempo e anche che ci sia collaborazione tra gli operatori turistici.Questi sono processi lenti ma che quando poi iniziano e si innescano portano grandi novità nel settore. Sono convinto che anche grazie ai mezzi di comunicazione moderni ( influencer marketing ecc ) il turismo legato al camper verrà maggiormente apprezzato anche da chi non lo conosce ancora o da chi si è fatto un’idea fuorviante dello stesso, magari legata a stereotipi dei decenni passati.

Diamo pian piano in mano la comunicazione ai giovani che sanno come catturare l’attenzione dei loro coetanei e ne vedremo delle belle!!

Intervista a Francesco Salvaggio
Intervista a Francesco Salvaggio