Camper, bici e libertà: diario del mio viaggio in solitaria nell’Umbria per la Pasqua 2026
di Paolo Bacci
Viaggiare in camper da soli è una scelta di vita, un’esperienza che suscita sempre una certa curiosità in chi mi osserva. Se ci pensate, mettersi in moto in solitaria è una pratica ormai sdoganata; sulle strade si incontrano tantissimi motociclisti che viaggiano da soli, macinando chilometri in totale autonomia. Ma nel mondo dei camperisti la situazione è diametralmente opposta: siamo davvero in pochi, che viaggiano in questo modo, Eppure, per me c’è una motivazione profonda che mi spinge a intraprendere questa modalità di viaggio: il piacere puro di stare in mezzo alle persone, la voglia irrefrenabile di cambiare le dinamiche della famiglia e di esplorare di continuo godendomi i vari luoghi girando in totale libertà.
1° giorno Giro del Lago Trasimeno tra vento e oasi naturali
Il mio viaggio ha avuto inizio in una giornata caratterizzata da un forte vento sferzante, proprio sulle sponde del Lago Trasimeno. Come prima tappa logistica, ho passato la 1° notte a Monte dell’Lago dove ho trovato un posto perfetto per il mio camper parcheggiando esattamente accanto alla torre storica. Sono partito con calma verso le 10:30, invece di usare la bicicletta, ho deciso di scendere a piedi, raggiungendo il sentiero che gira intorno al lago, scalinata molto ripida e girando a sinistra fino ad arrivare all’Oasi del Parco del Consorzio. Dopo aver pagato un onestissimo biglietto di ingresso di soli 3 euro e messo la bici all’interno della biglietteria, sono entrato in quest’area naturale che si è rivelata molto carina. L’infrastruttura è curata: c’è un bellissimo pontile che entra dolcemente nel lago offrendo un bel panorama, e sono dislocati vari casottini per l’osservazione. Tuttavia, nonostante le abbondanti piogge, il lago si presentava inaspettatamente secco. Questa condizione idrica ha influenzato anche la fauna locale; l’avifauna era scarsa e mi hanno spiegato che gli unici uccelli in questo momento sono quelli stabili, quelli che hanno svernato nel lago sono partiti, e quelli che verranno a nidificare nei periodi caldi non sono ancora arrivati



Ho deciso di pranzare in centro a Castiglione del lago, dove ho gustato un’ottima e ristoratrice tartare di carne. Il giro ciclistico si è rivelato semplice e tutto in pianura, ma essendo in questo periodo poco allenato, sono arrivato alla fine del percorso, verso le 16:30, parecchio stanco. Ho comunque avuto la forza di visitare il paesino di Monte sul Trasimeno, davvero molto bello.
Verso le 19 ho spostato il camper (un van Weinsberg 600 ME della nostra flotta noleggio) a Passignano, una bellissima cittadina dove mi sono finalmente potuto riposare. Per la cena ho scelto il ristorante da Luciano, un locale magnificamente situato proprio davanti al lago. La cena è stata ottima: ho iniziato con un delizioso uovo accompagnato da una soffice spuma di parmigiano al tartufo. Per onorare il luogo ho scelto il pescato del giorno ma, con una punta di ironia, ho capito solo in un secondo momento che, essendo un rinomato ristorante di pesce di mare, stavo mangiando a tutti gli effetti pesce pescato in mare, e non saprei dire in quale o quando sia stato preso!
La breve ma affascinante scoperta dell’Isola Maggiore
La mattina seguente, rinvigorito dalla bella serata, mi sono svegliato con tranquillità ho preso la nave per Isola Maggiore,. Il punto di partenza e imbarco ideale è stato Tuoro, una località tattica che vanta oltretutto una bellissima area camper perfetta per chi viaggia come me.
L’escursione sull’isola, svoltasi dalle 10:30 alle 11:50, è stata breve e con limiti di movimento a piedi (non portare bici) a causa di una frana e della presenza di alcune zone private, permettendomi un giretto di appena un quarto d’ora. Sono comunque arrivato in cima al cocuzzolo dove sorge una chiesa molto bella con vari affreschi e dalla quale si gode di un bel panorama aperto.
Nel percorso di discesa, ho visitato la Casa del Capitano, che custodisce una bella statua della Madonna originariamente situata nella chiesa alta. Una vera chicca è stata il Museo del Merletto, un’esposizione molto bella. Qui viene celebrato il lavoro all’uncinetto realizzato con la tecnica del “punto irlandese”, avviata alla fine dell’Ottocento grazie a una scuola locale. Nonostante il mio giro esplorativo sia stato limitato dai tempi ristretti, ho apprezzato tantissimo la disponibilità e la gentilezza delle persone del posto, che mi hanno ben spiegato tutta la storia.
Immersione nell’arte e nella storia a Spoleto
Lasciato il bacino del Trasimeno, il mio itinerario mi ha portato a Spoleto, dove sono arrivato verso le 14:00. Ho trovato un posto per il camper incredibilmente comodo parcheggiando sotto la strada statale in Viale Risorgimento; anche se si sente il rumore delle macchine, è strategico perché situato esattamente alle scale mobili che portano alla città vecchia.
Trovando l’ufficio informazioni temporaneamente chiuso, ho mangiato un’insalata veloce nei paraggi. Alla riapertura, ho acquistato lì un conveniente biglietto cumulativo per tre dei quattro o cinque musei cittadini. La mia immersione culturale è iniziata al Foro, nel Museo Romano, un sito espositivo molto interessante che include i resti dell’anfiteatro e offre spiegazioni dettagliate sulla storia della città.
Da lì, mi sono spostato per ammirare la bellissima Casa Romana e l’immancabile Duomo, con la sua piazza universalmente conosciuta e le bellissime opere d’arte che ne arricchiscono l’interno. Ma la vera perla della giornata è stata Palazzo Collicola , che ospita una mostra d’arte contemporanea. Se fossi stato da solo l’avrei percorsa in 5 minuti non comprendendola, ma ho avuto l’incredibile fortuna di ascoltare le spiegazioni del curatore della mostra, Giuseppe Garrera. Le sue parole mi hanno permesso di farmi apprezzare le opere e di guardarle sotto un punto di vista diverso, facendomi uscire davvero contento.
Ho cenato presto, intorno alle 20:00, al vicino “Ristorante 900”, dove mi è piaciuto molto e sono stato benissimo. Essendo molto stanco, alle 21:00 in punto mi sono messo a letto per prepararmi alla giornata successiva, che nella mia mente si prospettava veramente impegnativa.
La Pasqua in sella: l’avventura sulla ex ferrovia Spoleto-Norcia
La fatidica domenica di Pasqua è iniziata presto: sveglia alle 7:30 e alle 8:30 in punto ero già fuori dal camper, vestito e con la bicicletta pronta a partire. Alle 9:00 mi trovavo all’inizio della strada dell’ex ferrovia Spoleto-Norcia. Le mie indicazioni suggerivano che mi sarei dovuto fermare alla stazione di Sant’Anastasia. Lungo la prima parte del percorso ho fortunatamente conosciuto e mi sono unito a due giovani ragazzi romani, una splendida coppia in bicicletta diretta proprio a Norcia. La prima parte del tracciato prevedeva circa 680 metri di dislivello in salita, ma si trattava fortunatamente di una pendenza molto dolce. Pur non essendo un grande ciclista e risentendo del dolore derivante dai 60 chilometri del Trasimeno, ho affrontato la salita molto bene. A un certo punto, la segnaletica indicava chiaramente un ostacolo: la galleria Capareccia di quasi 2 km al buio lungo il percorso risultava chiusa . I miei compagni di viaggio hanno deciso di andare avanti e io non ho esitato a seguirli. Col senno di poi, è assolutamente giusto che quel tunnel fosse chiuso al percorso normale: stiamo parlando di una galleria lunga ben 2 chilometri, completamente immersa nel buio, priva di segnale telefonico e molto fredda al suo interno, tanto da richiedere una giacchina.
Affrontarla da soli sarebbe stato da stupidi ed estremamente rischioso, perché un’eventuale caduta lì dentro, con la quasi scarsissima possibilità di passaggio di altri ciclisti almeno a Pasqua, si sarebbe rivelata un bel guaio. Tuttavia, affrontarla in tre e armati di torce frontali, ha reso la traversata facilissima e bellissima


Carenze di segnaletica, la rinascita di Norcia e il comodo ritorno
Superata la galleria siamo arrivati a Sant’Anastasia e abbiamo proseguito il viaggio lungo il corso del bellissimo fiume Nera. Purtroppo qui è emerso un enorme problema che mi è dispiaciuto moltissimo: l’assoluta mancanza di indicazioni stradali. Molti punti del tracciato risultavano interrotti o confusi, trasformando la gita in una sorpresa costante. A causa di queste lacune, siamo stati costretti a deviare e a pedalare per 5 o 6 chilometri sulla stretta e veloce strada statale, una situazione pericolosa in bicicletta che si è rivelata fortunatamente tranquilla solo perché era l’ora di pranzo festivo e circolavano pochissime automobili.
Nello snodo finale per Norcia è diventato palese che bisogna obbligatoriamente avere una traccia GPS sottomano. È un dispiacere che non ci sia una segnaletica adeguata per permettere a tutti di girare e che persino le comunicazioni ufficiali scarseggino: il giorno prima l’ufficio informazioni di Spoleto ignorava completamente le reali condizioni della pista ciclabile, fornendomi materiale del tutto generico.

Nonostante le tribolazioni tecniche, l’arrivo a Norcia è stato semplicemente bellissimo . In un precedente viaggio avevo visto la Cattedrale e la piazza centrale tragicamente distrutti dal terremoto, ed era stato un dispiacere enorme; ora, constatare che i lavori di ricostruzione della piazza stanno concludendosi, a partire dal primo monumento, il Duomo, mi ha riempito di gioia. Dopo aver vagato per la città un paio d’ore,comprato pecorino locale, lenticchie e cicerchie ho preso l’autobus per il ritorno: il mezzo delle 17:45 spaccava il minuto ed era dotato di un perfetto portabici esterno, confermando le ottime indicazioni ricevute tramite Google.
L’autobus mi ha comodamente riportato a Spoleto a soli 100 metri dal parcheggio del mio camper. Rientrato, mi sono concesso una meritata e “grande” doccia (usando il termine tra virgolette essendo in un camper piccolo), e ho valutato i miei programmi successivi. Avendo sentito pareri entusiastici sul percorso ciclabile Spoleto-Assisi ma essendo muscolarmente affaticato, ho deciso di evitare altre fatiche in sella e mi sono diretto in camper verso Bevagna, trovandosi comodamente lungo il mio itinerario di rientro.
Nel programma avevo inserito la pista ciclabile Spoleto Assisi che passava da Bevagna, la stanchezza si faceva sentire quindi il camper è stato il miglior mezzo per raggiungere questo bellissimo borgo medioevale.
L’arrivo a Bevagna: un borgo vivo e accogliente
L’arrivo la sera a Bevagna è stato una rivelazione: mi sono trovato di fronte a un borgo bellissimo e intatto. Sento il dovere civico di fare i miei più sinceri complimenti sia ai cittadini che all’amministrazione comunale: vedere ancora oggi un borgo circondato dalle sue antiche mura, che racchiudono orti coltivati e storiche botteghe di tutti i generi, è uno spettacolo rarissimo che non si riesce quasi più a vedere. Percepire una così grande vita serale, con tantissimi giovani che affollavano la via principale, mi ha reso veramente molto felice. Per la sosta notturna mi sono diretto all’area camper municipale, un parcheggio tattico e comodissimo perché posizionato proprio all’ingresso della porta storica, a soli 50 metri dal centro. La cosa che mi è dispiaciuta profondamente, però, è che in questa struttura non ci siano servizi attivi: c’è l’ampio parcheggio ma non un filo d’acqua né uno scarico, palese testimonianza di un’area camper costruita tanti anni fa e oggi lasciata abbandonata. È un vero peccato, perché la bellezza del paese merita ampiamente un viaggio dedicato, ricco di monumenti e magnifico anche solo da girare a piedi guardando le facciate delle case. Si nota ovunque un’estrema attenzione da parte di chi ci abita e di chi lo amministra nell’averlo mantenuto estremamente curato, preservando le autentiche caratteristiche del borgo abitato.

Girotolando per Bevagna e i saluti di Pasquetta
Mi sono concesso una pausa ristoratrice di prima mattina prendendo prima un caffè e un cappuccino seduto all’ombra dei palazzi sulla via principale. Solo dopo ho scoperto l’esistenza di un magnifico barrino esposto al sole, posizionato proprio dietro la cattedrale.
L’intera mattina di Pasquetta, indicativamente dalle 9:00 fino all’una, è stata dedicata all’esplorazione del paese passeggiando È stato piacevolissimo scoprire quanta bellezza c’è in questo paesino rimasto così spiccatamente medievale e impregnato di storia. Recandomi a Palazzo Lepri verso le 11 all’apertura ho potuto acquistare agilmente i biglietti necessari per il tour. Ho iniziato visitando il museo cittadino, che ho trovato molto interessante sia per la sezione archeologica sia per l’illustrazione della storia del paese e dei suoi personaggi.
Successivamente, sempre col biglietto combinato, ho visto le antiche terme, abbellite da una bellissima pavimentazione a mosaico termale.
Ho anche fatto una deviazione per guardare l’esterno del teatro dell’Ottocento, prima di addentrarmi nella visita di una suggestiva casa medievale situata nella zona dell’anfiteatro.

Gli ambienti sono intatti e la visita è stata accompagnata dalle eccellenti spiegazioni di una guida molto carina. Durante queste passeggiate, tante persone, soprattutto gli anziani uscendo dalle loro porte di casa, mi guardavano e mi davano cordialmente il buongiorno. Vi assicuro che questo ti fa sentire un turista contento, perché essere sinceramente apprezzato e riconosciuto dai locali è sempre una cosa molto bella.
Ora mi trovo a godermi quest’ultimo caldo sole primaverile fermo alla grande porta ottocentesca col ponte, situata dietro il convento e la grande piazza centrale. È la perfetta conclusione del mio viaggio. Ora non so ancora se mi fermerò a comprare qualcosa per mangiare strada facendo, ma di sicuro ripartirò a breve verso nord. Con questo riposo, finisce ufficialmente il mio giro in Umbria. La speranza è quella di fuggire prima di restare imbottigliato in autostrada; tornare a casa con il picco del traffico del rientro di Pasquetta previsto intorno alle 6 di stasera vorrebbe dire condannarsi a fare un viaggio interminabile e a stare troppo tempo fermo sulla macchina.
In conclusione, questo viaggio di 620 km, partito giovedì 2 aprile alle 18:30 e concluso il 6 aprile alle 16:30, si è rivelato un’esperienza estremamente positiva sotto molti punti di vista. Già dalla prima sera, con la cena nei pressi del lago Trasimeno, il percorso ha mostrato il suo valore: un viaggio bello, ricco di attività sportiva e profondamente educativo, capace di far conoscere davvero il territorio attraversato.
Dal punto di vista pratico, il camper si conferma un mezzo efficiente e sostenibile. Nonostante un utilizzo completo dei servizi – con quattro docce e l’uso quotidiano del lavabo mattina e sera – ho consumato circa 50 litri di acqua, senza nemmeno riempire completamente il serbatoio delle chiare e arrivando con quello delle nere quasi pieno. Anche i consumi di carburante sono stati contenuti, con circa 50 litri di gasolio per l’intero tragitto.
Dal lato economico, al netto di gasolio e autostrada, ho speso circa 300 euro viaggiando da solo, cifra che sarebbe salita a circa 550 euro in due. Questo conferma come il camper rappresenti un turismo democratico, capace di adattarsi alle diverse possibilità di spesa. Una famiglia di quattro persone, ad esempio, potrebbe affrontare lo stesso viaggio con una spesa giornaliera contenuta, pur vivendo un’esperienza culturale e sportiva completa e rispettosa del territorio.
Resta però una nota dolente: la minima considerazione da parte delle amministrazioni verso il turismo in camper. È un vero peccato, perché si tratta di una forma di turismo sostenibile, rispettosa e capace di portare valore economico diffuso. Che si viaggi da soli o in famiglia, il rispetto per i luoghi rimane lo stesso, mentre cambia solo la capacità di spesa. Ed è proprio questa accessibilità che dovrebbe essere maggiormente riconosciuta e valorizzata