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Glamping e camper: due modi di vivere il turismo esperienziale — intervista a Francesco Salvaggio

Francesco Salvaggio è tra i principali esperti italiani di turismo glamping: fotografo pubblicitario con scatti pubblicati da National Geographic e New York Times, brand ambassador di Land Rover Italia, autore di Glamping Porn — la prima guida italiana dedicata alle strutture glamping — e fondatore del portale myGlamping.it. In oltre sei anni ha visitato più di 200 location in tutto il mondo, maturando una visione netta di come l’ospitalità all’aria aperta stia evolvendo verso l’esperienza e la sostenibilità. In questa intervista Paolo Bacci lo incontra per esplorare i punti di contatto tra il mondo del glamping e quello del camper: due modi di viaggiare diversi ma accomunati dallo stesso viaggiatore, autonomo, curioso e alla ricerca di emozioni più che di destinazioni. Ne nasce un dialogo su comfort, accoglienza, sostenibilità e sul futuro del turismo open air.

L’intervista

Paolo: Francesco, oggi sei considerato uno dei professionisti che meglio raccontano il mondo del Glamping. Come è iniziato questo percorso, raccontaci chi sei?

Francesco: Ciao Paolo, grazie per questa intervista. La mia storia di amore con il turismo glamping inizia tanto tempo fa.

Accademicamente sono un informatico, mi sono laureato in Ing. Informatica a Pisa nel lontano 2011 ma non ho mai lavorato in quel settore, perchè dal 2006 avevo già iniziato a lavorare per un’agenzia fotografica pubblicitaria americana GettyImages che in modo continuo dopo la laurea mi ha fatto viaggiare nel mondo. Dopo la laurea nel 2012 ho conseguito un master in video editing e post produzione alla Rai di Firenze e da li mi sono focalizzato totalmente alla parte più creativa della mia vita. Negli anni ho visitato quasi 50 nazioni nel mondo che mi han aperto la mente, mi han fatto conoscere tantissime persone, mi han fatto vedere tantissimi posti, pernottare in centinaia di strutture e non in ultimo mi ha permesso di capire come il turismo esperienziale sarebbe poi esploso anche in Europa. Precisamente questa cosa l’ho capita nel 2013-2014 in Usa quando conobbi per la prima volta le prime tiny house ed i primi A-Frame cabin. Ebbi modo di conoscere il proprietario di Tye Haus ( tale Tom Feldman ) che stava diventando una star grazie ai cabin che aveva costruito nello Stato di Washington e grazie al fatto che Airbnb aveva iniziato a fare promozione di queste strutture nelle tv americane. Tornato stabilmente in Italia ed Europa dal 2017 ho deciso di focalizzarmi totalmente su questo turismo, da li poi i social, la scrittura di Glamping Porn e l’apertura di myGlamping.it han fatto il resto.

Camper e Glamping

Paolo: Che cosa distingue davvero un Glamping da un tradizionale campeggio? È una questione di comfort o di filosofia dell’accoglienza?

Francesco: Secondo me principalmente è una questione di gestione degli spazi. Ci sono camping e camping village ormai che offrono servizi di altissima qualità anche quasi pari a quelli offerti nelle migliori location glamping, ma che non riescono per motivi operativi ad offrirti la privacy e l’isolamento che troveresti nelle strutture glamping, magari che han solo pochissime unità in tutta la proprietà. Ecco, per me la gestione degli spazi e delle distanze nella realizzazione di una struttura turistica glamping è fondamentale. Chi crede di realizzare un glamping ammassando strutture una accanto all’altra sta facendo qualcosa che ha soltanto “l’odore” di quel turismo.

Paolo: Negli ultimi anni hai visto cambiare il tipo di cliente che sceglie il Glamping. Quali sono oggi le sue aspettative?


Francesco: Si, adesso il “glamper” è davvero molto più esigente di prima. I social media ormai han fatto vedere al mondo tutto quello che esiste in questo turismo e di conseguenza il turista è più esigente. Ricerca le strutture che gli possono garantire certi servizi, che ormai sono quasi imprescindibili ( hot tub, servizio di colazione in camera, aperitivo, privacy ). Chi pensa che basti comprare una tenda safari o una bubble suite e piazzarla in mezzo ad un campo per avere successo e lavorare sbaglia alla grande. Serve ormai conoscere bene questo turismo, cosa chiedono i clienti e gestire bene anche il landscaping ( la cura del verde ) della struttura per poter realizzare una struttura che possa avere successo e risalto online. Per fortuna che sempre più persone si affidano ad addetti ai lavoro e consulenti come me per avere il supporto necessario a tutto questo

Glamping

Paolo: Secondo te il Glamping rappresenta una moda destinata a crescere o una trasformazione strutturale del turismo?

Francesco: Penso che adesso sia una moda, ma che ben presto quando arriveranno i capitali degli investitori istituzionali possa diventare un asset strutturale al turismo italiano. All’estero questa cosa è già avvenuta, infatti sono già nati ed in fase di sviluppo i primi glamping village. Ovvero strutture glamping che hanno ben più di 2-4-6 unità, disposte comunque su ampissimi spazi. E’ soltanto questione di tempo, ci arriveremo anche noi in Italia.

Paolo: Parliamo di esperienze. Oggi si dice che i viaggiatori cercano emozioni più che destinazioni. È davvero così?

Francesco: L’esperienza è alla base di tutto. Il glamping traduce benissimo questo in quanto chi viaggia nei glamping non è un turista di destinazione inteso come “dormo in quella struttura per vedere quella città”, bensì è un “dormo in quella struttura perchè mi interessa quella esperienza indipendentemente da dove si trova”. Quindi si, i viaggiatori adesso cercano emozioni ed esperienze, la destinazione intesa come luogo geografico arriva in secondo piano, almeno per quanto riguarda questo turismo.

Paolo: Dopo la nostra intervista, cosa ti ha sorpreso maggiormente del mondo del camper?

Francesco:Mi sorprese molto leggere le somiglianze legate alla tipologia di cliente, che è comunque molto simile a quello che ama il glamping. Quindi persone che vogliono essere autonome, spostarsi anche fuori dalle rotte classiche, persone che ricercano l’avventura e l’esperienza rispetto alla sola ricerca della destinazione.

Paolo: Vedi delle analogie tra chi sceglie un Glamping e chi viaggia in camper?

Francesco:Si come dicevo sopra, il viaggiatore in camper come chi ama il glamping per una vacanza è sicuramente una persona che si vuol godere tutta l’esperienza di viaggio e non viaggia soltanto per la destinazione finale. Immagino che i grandi viaggiatori in camper adorino anche il gusto di guidare attraverso strade che non conoscono per poi sapere di fermarsi quando vogliono ed avere tutte le comodità.

Paolo: Ti faccio una provocazione: il camper potrebbe essere considerato una forma di Glamping itinerante?

Francesco: Credo proprio di si. Soprattutto i nuovi camper e le nuove caravan che ho avuto modo di vedere alla Fiera a Parma sono ormai dei piccoli salotti di lusso viaggianti. Se poi andiamo a vedere il mercato usa con i motorhome viaggianti che usano negli States si assolutamente, alcuni di quei mezzi sono più lussuosi di tante abitazioni tradizionali. Probabilmente per aggiungere ulteriore lusso a queste vetture e poterle considerare un glamping itinerante dovremmo aggiungere al contesto la peculiarità della location di dove queste possono piazzarsi. Ovvero poter dormire in un veicolo di per se già lussuoso in uno spot unico per tranquillità, pace e vista. Vivere una notte in camper su una bellissima collina o fronte lago come nei parchi americani sarebbe sicuramente un grande plus.

Paolo: Quali elementi del Glamping potrebbero essere adottati anche dalle aree di sosta per camper per migliorare l’esperienza degli ospiti?

Francesco: Tutto quello che è wellness può drasticamente migliorare l’experience del viaggio anche per chi viaggia in camper. Quindi poter dotare le aree di sosta di piccoli wellness corner ( con micro saune o micro hot tub ) chiaramente che possano poi essere sanificati per l’ospite successivo.

Paolo: Dopo la mia intervista, cosa ti ha colpito maggiormente del mondo del camper che magari prima non avevi considerato?

Francesco: Mi fece riflettere molto quando mi parlasti del fatto che il noleggio sta crescendo molto in confronto all’acquisto. In effetti questo è un tema importante perchè cambia sostanzialmente le modalità di approccio a questo mondo. Si può diventare “camperisti” e apprezzare il piacere di un viaggio in camper in famiglia anche senza spendere più di 100 mila euro in un veicolo super equipaggiato.

Paolo: Il Glamping nasce per vivere la natura senza rinunciare al comfort. Il camper permette di cambiare panorama ogni giorno mantenendo la propria “casa”. Quale delle due esperienze pensi risponda meglio ai nuovi bisogni del viaggiatore?

Francesco: Difficile da dire. Secondo me il viaggiatore in camper è un turista che ha più tempo per le proprie vacanze, quando si esce con un camper magari si sta fuori almeno 5-6 giorni se si può fare provviste altrimenti un po’ meno, ma tutto sommato il viaggiatore in camper chi viaggia in camper vive la vacanza come se fosse tutta una grande esperienza da quando parte a quando torna a casa. Il turista che visita i glamping è un turista per adesso che va nella struttura ci dorme una o due notti e poi torna a casa. Quindi la sua esperienza è molto legata alla struttura che visita. Attualmente in Italia il pernottamento medio per i glamping si aggira attorno ad una notte e mezzo. Anche a causa dell’elevato prezzo di alcune strutture o per il fatto che “i glampers” per adesso sono prevalentemente coppie.

Intervista a Francesco Salvaggio
Intervista a Francesco Salvaggio