Diario di viaggio tra California, Arizona, Utah e Nevada

Guida di viaggio negli States tra California,Arizona, Nevada e Utah

Diario di viaggio tra California, Arizona Utah
Partiamo fra i bollettini di guerra e le previsioni nefaste dei parenti il 24 Dicembre, ma nessun attentato ci impedisce di arrivare a Los Angeles

via Zurigo con Swiss. Arriviamo sotto un nubifragio meno male che non doveva piovere. Un po’ di coda alla dogana e via con il pulmino verso il parcheggio dell’Alamo. Lì paghiamo una differenza per la macchina più grande: quella prenotata una pontiac Gran am è sì per 4 ma nel bagagliaio più di due valige non entrano. Macchina nuova, partiamo alla volta di

San diego dove ci fermiamo vicino a Mission Bay. Siamo stravolti ed alle 19,30 andiamo a letto.
Il giorno dopo ci sveglia un sole svavillante che per fortuna ci accompagnerà per quasi tutto il viaggio. Facciamo un giro turistico della Old town, quartiere turistico dove è più simpatico andare la sera visto la quantità di ristorantini stile messicano, e della Dowtown. San Diego è una bella città sul mare con grattacieli moderni misti a vecchi edifici restaurati, una città pulita e piena di simpatici locali. Il parco acquatico di Sea World entusiasma le bambine specialmente orche e delfini. L’ingresso è caro ma vale la pena, conviene portarsi panini visto che ci sono delle belle aree picnic sulla laguna. La sera ci spostiamo al Comfort Inn nella Old town dover andiamo a mangiare. La catena Dei Confort Inn, Quality Inn sarà quella che useremo quasi sempre: sono dei bei motel ad un ottimo prezzo ( in media noi abbiamo speso 70/80 dollari per la camera Queen Size che prevede due matrimoniali quindi perfetta per una famiglia con due bambini) e quasi sempre c’è la piscina o perlomeno il Jacuzzi. Le camere sono grandi, pulite, ben arredate e dotate di frigo, forno a microonde, macchinetta per il caffè e nel prezzo è inclusa la prima colazione..Nei motel conviene farsi dare la guida della catena così si possono prenotare le camere, basta telefonare e dare il numero della carta di credito.
L’indomani compriamo stesso all’albergo i biglietti per lo Zoo, scelta che si è rivelata conveniente e pratica ( chi arriva con il biglietto non fa la fila). Conviene arrivarci presto, come del resto in tutti i parchi divertimento perchè al mattino c’è meno gente, e fare il bigliettocompleto comprensivo del bus tour e funivia. Lo Zoo è uno dei pochi ad ospitare il Panda ed ha una vasca degli orsi polari dove potrete ammirare gli orsi come non li avete mai visti. Anche se non piacciono gli zoo, quello di San Diego vale la pena di visitarlo perchè è anche un bellissimo giardino botanico ed è situato all’interno di un parco ancora più grande dove i locali vanno a prendere il sole e fare picnic.
Nel primo pomeriggio ci avviamo verso Yuma ( interstate 8 -4 ore), strada dritta e un po’ noiosa che potrebbe essere fatta tranquillamente con il buio.

Da Yuma imbocchiamo la 95north e ci fermiamo a mangiare a Quarzsite ( all’incrocio con la 10 est). Se vi capita è un posto da fermarsi : un vero saloon con cow boys e cow girls, biliardo, grandi boccali di birra e musica country. La strada da Quarzsite per Prescott dove ci fermiano è bella e si vedono dei grandi cactus. Venendo dal caldo della California il paesaggio innevato ci fa un po’ impressione ma il freddo è secco e quindi si sopporta bene. Il paesaggioè molto bello e diventa spettacolare man mano che ci avviciniamo a Sedona. Poco prima di arrivare a Sedona c’è la deviazione per Slide Rock State Park dove d’estate si può fare il bagno nel torrente, d’inverno si possono fare passeggiate con lo sfondo di bei roccioni rossi chiamati la Cattedrale. Sedona è graziosa anche se estremamente turistica.

A noi è piaciuta di più Flagstaff perchè molto più tipica. La cittadina prevalentemente in legno è attraversata dalla ferrovia dove passano dei treni lunghissimi che sembrano non finire mai. Da lì imbocchiamo la 180 verso Tusayan, la strada è indicata come panoramica ma in realtà l’altopiano che percorre fornisce un paesaggio piatto. In Arizzona bisogna spostare le lancette dell’orologio ( 8 anzichè 9 ore di fuso rispetto all’Italia) e questo si traduce in un ora in più di sole.

Prenotiamo subito l’aereo per l’indomani per sorvolare il Grand Canyon e visto che ci siamo prenotiamo il giro da due ore che sorvola il Canyon fino a Lake Powel. Premetto subito che la spesa anche se veramente notevole, d’altronde siamo in quattro, vale perchè il sorvolo del canyon è un’esperienza indimenticabile. Dormiamo al Quality Inn fuori del parco ( ci sono vari alberghi anche dentro) relax nel Jacuzzi e ottima cena al Buffet dell’albergo, almeno per stasera non si mangia la solita, anche se ottima bistecca. Il parco apre dalle 8 alle 18 ( in inverno) e si paga $ 20 a macchina ( cifra standard per tutti i parchi visitati). Esiste una specie di abbonamento che se si visitano un po’ di parchi conviene. Dal villaggio all’interno del parco partono due strade la Hermit Road e la Desert Road, tutte dotate di innumerevoli punti panoramici sul Canyon. In Inverno si possono percorrere con la propria macchina ma d’estate bisogna prendere degli appositi pulmini. A noi è piaciuta di più la Desert Road anche se il punto di vista più spettacolare è lo Yavapai Point. Ci sono varie facili passeggiate che collegano tra loro i punti panoramici lungo il Rym e ce ne sono di più impegnative ( specie al ritorno) che scendono dentro il canyon. Dopo il nostro giro in aereo, decidiamo di non andare più a Lake Powel dove d’estate si può fare il bagno e pescare ma ora con la neve lo si può solo ammirare cosa che abbiamo fatto dall’aereo e ci dirigiamo verso Tuba City (2 ore)

. Il paesaggio da Grand Canyon a Tuba è bellissimo e con la luce del tramonto lo è ancora di più. Da Tuba andiamo verso la riserva degli indiani Hopi e dormiamo a Second Mesa nell’unico hotel della riserva dove c’è anche un ristorante ( frequentatissimo dagli indiani) ed un museo di foto piuttosto belle ed interessanti. Non posso dire lo stesso dell’antico villaggio di Walpi che visitiamo il giorno successivo che non ci ha entusiasmato ( solo visite guidate). Le famose bambole Kachina sono belle ma carissime e non ci tentano. Ritornati indietro a Tuba City proseguiamo per Monumernt Valley. Ci fermiamo a mangiare a Kaienta all’Amigo Caffè, buona cucina messicana e non in porzioni giganti. Alloggiamo al Goulding’s Lodge dove non solo abbiamo trovato posto ( la nostra guida diceva che era quasi impossibile) ma ci danno un appartamento con panoramicissimo balcone per $85. Bagno in piscina e cena nel Lodge. Per le cene bisogna ricordarsi che in tutte le zone da noi visitate con l’esclusione di Las Vegas e Los Angeles, non si cena dopo le 21 ( tempo massimo).

L’indomani all’alba visitiamo la Mistery Valley che si visita solo con guida indiana e non vedo come altro si potrebbe fare visto che il fuoristrada si deve arrampicare sui roccioni. La Mistery valley è completamente diversa dalla Monument Valley ma ha un suo strano fascino accentuato dal fatto che siamo gli unici visitatori, l’ideale sarebbe visitarla a cavallo ( la nostra guida Fred organizza anche dei campi all’interno). Vi si trovano grandi caverne con rovine di case Anasazi e numerose incisioni rupestri. In ultimo , usciti dalla Mistery valley ci arrampichiamo sulla falesia che sovrasta il Goulding’s Laodge da cui si gode un o spettacolare panorama sulla Monument Valley.

Nel pomeriggio visitiamo la Monument Valley comprese Raingod Mesa e Thnderbird Mesa che sono le zone che si possono visitare solo con guida dove si trvano grandi caverne bucate alcune decorate con graffiti. Ma la parte più bella è quella aperta a tutti che abbiamo visto in tanti western di John Wayn, nel parco c’è poca gente e ci godiamo un fantastico tramonto in solitudine al John’s Ford Point.
Sulla strada per Moab si incontrano Mexican Hat che deve il suo nome ad una roccia a forma di sombrero che si trova più avanti e non è altro che un gruppetto di case bruttocce e Bluff che ugualmente piccolo è un graziosissimo paesino western a ridosso di una falesia rossa.

Il paesaggio fino a Monticello è molto tipico con grandi fattorie in legno con recinto per i cavalli e campi innevati con mucche al pascolo. Ad una settantina di chilometri da Moab c’è la deviazione per Canyonland State Park parte sud. Dpo Newspaper Rock, roccia coperta di antichi graffiti, si prosegue per una vallata dove in fondo c’è l’ingresso al parco vero e proprio con i famosi Needlles, panorama di rocce rosse a punta come un tanti aghi ( needlles in inglese) . Nel parco si possono fare delle bellissime passeggiate, noi facciamo quella più corta ( vogliamo arrivare a Moab in serata). E’ l’ultimo dell’anno e vogliamo trovare un bel ristorante per la serata. Ci fermiamo al solito Comfort Suite ( sempre della catena)e scopriamo che i cenoni qui iniziano alle cinque del pomeriggio! Ceniamo, alle nove, al Sunset Grill un posto panoramico sulla collina dove vista l’ora tarda ci danno un bel tavolo panoramico.

Moab è un paesone un po’ deludente ma ottima base per visitare il Canyonland park nord ed il parco degli Archi. Visitiamo questo per primo e facciamo delle splendide passeggiate in mezzo a paesaggi innevati immacolati. Ci sono archi di ogni dimensione e spessore che gli appssionati di fotografia immortalano a tutte le ore del giorno.: nella guida che danno all’entrata del parco per ogni arco viene indicatal’ora migliore per fotografarlo. Dopo gli archi visitiamo Il Canyonlands parte nord ed ancor prima Dead Horse Point.La strada per arrivare in questo posto non sa di nullacosì ancora più stupefacente e mozzafiato risulta il panorama che ci si trova davanti che nulla ha a che invidiare con il Grand Canyon. Anche il Canyonland Park fornisce viste incredibili su i canyons scavati dal fiume Colorado e ci ha veramente entusiasmato, purtroppo però fa molto freddo e facciamo solo una brevissima passeggiata. Cena a Moab in una steak House che sembra uscire da un episodio di Happy days con le solite bisteccone. Il giorno seguente una bella nevicata ci sconsiglia dal raggiungere Bryce Canyon via Capitol Reef ed Escalante dove avevamo già prenotato una notte in un vero ranch a Bolder. Qui le strade ghiacciano perchè non usa spargere il sale, rovinerebbe la carrozzeria delle macchine, ma solo sabbia. Gli abitanti hanno fuoristrada e gomme da neve ma noi non abbiamo nemmeno le catene così optiamo per l’autostrada.

A Bryce Canyon ci fermiamo a lungo per problemi di salute, c’è chi sta a letto e chi fa lo sci di fondo e passeggiate . Alloggiamo al Best Western ‘ belle le camere all’interno del lodge squallidine quelle fuori. Per noi se vogliamo usufruire della piscina visto che fuori c’è la neve la scelta è quasi obbligata. Anche il Bryce canyon ci lascia entusiasti, l’abbiamo visto proprio bene, e ci dirigiamo verso Las Vegas passando per Zion Park di cui vediamo solo la parte sud. Per una volta il panorama è dal basso verso l’alto e la strada si snoda tra grandi roccioni.

Passiamo Glendale paesino molto carino ed arriviamo a Las Vegas dopo 4 ore, escluso sosta Zion. A las Vegas si visitano gli alberghi che sono tutti a tema: c’è l’antico egitto con tanto di tomba di Tutankamon, potete non crederci ma è davvero interessante, sfinge e piramide; c’è il Paris con la torre Effeil; c’è il Venetian con canali e gondolieri che cantano "o sole mio", il Bellagio con un lago dove a tempo di musica danzano i giochi d’acqua; il Mandala Bay un delirio mediorentale; il New York con delle montagne russe che sfrecciano tra la statua della libertà e l’Empire State Building; il Caesar Palace con lo shopping center più bello e le statue parlanti; il Mirage con Vulcano che erutta e tigri bianche (vere); il Treasure Island dove nel lago sul davantiduevascelli la notte si affrontano con cannoneggiamenti e affondamenti in un bel musical; il Cyrcus Cyrcus con parco giochi ed infine lo Stratosphere che non è bello ma panoramico ( è una torre più alta della torre Eiffel) e con montagne russe sulla cima a prova d’infarto. In realtà gli alberghi sono molti di più ma non è possibile ricordarli tutti, insomma Las Vegas è una grossa Dysneyland per adulti e non, dove si trova e si può fare tutto: bellissimi spettacoli, bellissimi alberghi, bellissimi negozi, casinò ( a noi il demone del gioco ci ha fatto un baffo tanto i minori di 21 anni non si possono nemmeno avvicinare alle slot machine quindi con due bambine) cappelle per sposarsi, ristoranti dove si può mangiare a volonta. Un posto eccessivo in tutto ma che vale la pena di vedere almeno una volta. Lasciata Las Vegas andiamo direttamente a Los angeles. L’idea iniziale era quella di passare dalla Valle della Morte ma la sosta forzata a Bryce Canyon ci obbliga a tagliarla fuori

. A Los Angeles dormiamo al Confort Inn in centro Holliwood a due passi da Holliwood Boulevard, quello con le stelle per terra per intenderci e a cinque minuti di macchina dagli Universal Studios che sono la nostra prima tappa. Per vederli ci va tutta la giornata, sono articolati su due livelli collegati da scale mobili, ci divertono in particolar modo la macchina di Ritorno al Futuro e lo spettacolo di Swreck e Terminator. Nel tardo pomeriggio giriamo per Holliwod e Beverly Hills, finalmente un po’ di vita notturna e ceniamo un po’ più tardi. L’indomani altra giornata dedicata alle bambine che altro se non Disneyland. Questo è il primo Disneyland e anche se si è ingrandito dalla sua nascita rimane sempre la metà di Eurodisney. Comunque alle bambine è piaciuto molto forse perchè più raccolto e fino a sera non c’è verso di portarle via. Da non perdersi il Gioco di Indiana Jones. Molti personaggi Disney con cui farsi le foto che lì hanno ognuno la propria casetta. Peccato non c’è entrato di vedere il Ghetty Museum male bambine non piangono per questo. Los Angeles pur essendo una megalopoli si gira benissimo ed è impossibile perders tanto è semplice ed intuitiva la segnaletica ( e questo vale per tutte le strade degli Stati Uniti). Così l’indomani in due balletti siamo all’aereoporto, la riconsegna della macchina, per la quale ci eravamo premuniti di arrivare per tempo, ci impiega tre minuti e in altri dieci siamo all’aereoporto vero e proprio. La vacanza è finita ma siamo così contenti che ci diciamo che presto ritorneremo: arrivederci America!

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