La storia del camper in Italia: dagli anni ’70 al plein air di oggi
La storia del camper in Italia inizia negli anni ’70 con la diffusione delle caravan e arriva al plein air di oggi, fatto di camper, aree di sosta e libertà di viaggio in ogni stagione. In cinquant’anni il turismo all’aria aperta italiano è passato dalla roulotte trainata dall’auto di famiglia al camper moderno, attraverso trasformazioni industriali, sociali e di costume. Caravanbacci, concessionaria fondata nel 1974 a Lavoria (Pisa), ha vissuto e accompagnato tutta questa evoluzione: questo articolo la racconta attraverso la testimonianza diretta di chi il campeggio lo ha vissuto, decennio dopo decennio.
Gli anni ’70: l’epoca d’oro della caravan in Italia
Negli anni ’70 la caravan era il mezzo simbolo della vacanza all’aria aperta italiana. La formula era semplice: un’auto di famiglia, una roulotte agganciata al gancio di traino e settimane intere di campeggio al mare, spesso per tutta la stagione estiva.
L’Italia di quegli anni era anche un importante produttore di caravan, con una concentrazione significativa in Toscana. La Roller costruiva le sue caravan a Calenzano, alle porte di Firenze. La Laika produceva a San Casciano in Val di Pesa, sempre in provincia di Firenze. A queste si affiancavano marchi come Elnagh e le inglesi Sprite, molto diffuse nei campeggi italiani.
Il campeggio degli anni ’70 era prima di tutto un fatto sociale. Le famiglie occupavano la stessa piazzola per l’intera estate, i bambini crescevano liberi e autonomi tra la spiaggia e il bar del campeggio, e le serate finivano in lunghe tavolate tra vicini di piazzola. Come racconta chi lo ha vissuto: in campeggio non sei mai solo
Gli anni ’80: nasce il camper e Arca apre la strada
A metà degli anni ’70 il costruttore Arca realizzò una cellula abitativa da montare sul cassone di un pick-up: fu uno dei primi passi verso il veicolo ricreazionale motorizzato in Italia. A metà degli anni ’80 la stessa Arca sperimentò i primi autocaravan, i mezzi che oggi chiamiamo camper.
Dagli anni ’80 in poi il camper cominciò a prendere piede nei campeggi italiani, affiancando e poi progressivamente superando la caravan. Il camper rispondeva a un’esigenza nuova: le ferie si erano accorciate — non più tre mesi di campeggio stanziale, ma una settimana a giugno e una a settembre — e serviva un mezzo pronto a partire, senza traino e senza montaggi.
Paolo Bacci fu tra i primi in Italia a credere nel camper. La concessionaria Caravanbacci, che aveva iniziato vendendo caravan, puntò con lungimiranza sui nuovi autocaravan Arca, tra i più apprezzati dell’epoca. È di Paolo Bacci la definizione che riassume lo spirito di quegli anni e che vale ancora oggi: il camper è la libertà di portare la vacanza sotto ogni cielo.
Gli anni ’90 e 2000: la crisi della caravan e l’ascesa del camper
Tra gli anni ’90 e i primi anni 2000 il mercato italiano della caravan entrò in crisi. Aziende storiche come Roller chiusero i battenti. Altri costruttori, come Laica, riconvertirono la produzione ai camper, che nel frattempo dominavano le vendite. La produzione di caravan si spostò progressivamente verso i grandi gruppi europei — come il gruppo francese Trigano e i marchi tedeschi e sloveni come Adria — e sulle strade italiane le caravan in transito avevano sempre più spesso targa straniera.
Cambiarono anche i campeggi. Il fenomeno degli “stanziali” — equipaggi fissi sulla stessa piazzola per decenni — irrigidì l’offerta, mentre nascevano i villaggi turistici con i bungalow. Molte famiglie abbandonarono temporaneamente la roulotte per queste formule, salvo accorgersi che qualcosa si era perso: la vita all’aria aperta restava, ma la libertà di movimento no.
In questi anni Caravanbacci trasferì e ampliò la propria sede, con un piazzale espositivo in continua crescita e un numero crescente di camper in esposizione e a noleggio. Il noleggio del camper divenne per molte famiglie la porta d’ingresso al plein air: provare il mezzo per una settimana o un weekend lungo prima di decidere l’acquisto.
Il plein air di oggi: aree di sosta, club e il ritorno della caravan
Il turismo all’aria aperta di oggi — il plein air — è profondamente diverso da quello stanziale degli anni ’70. I suoi tratti distintivi sono tre.
Il viaggio itinerante. La rete di aree di sosta camper e di agricampeggi diffusa su tutto il territorio italiano permette di viaggiare in ogni mese dell’anno, senza vincoli. La filosofia è quella che ogni camperista conosce: parti quando vuoi, e se un posto non ti piace riparti e ne cerchi uno che ti somiglia di più.
La dimensione sociale dei club. I club e i raduni di camperisti e caravanisti riuniscono famiglie da tutta Italia. Ogni ritrovo è occasione di lunghe tavolate dove si mescolano dialetti e piatti tipici regionali: la socialità del campeggio anni ’70 è viva, ma è diventata itinerante.
Il ritorno della caravan. Accanto al camper, la caravan sta vivendo una nuova stagione, soprattutto tra le famiglie e i giovani equipaggi. Le caravan moderne, prodotte dai grandi gruppi europei, offrono comfort paragonabili a un piccolo appartamento. Per chi la sceglie, la definizione è una sola: un hotel a sette stelle con vista sempre diversa.
Il plein air è anche un passaggio di testimone tra generazioni: chi ha vissuto il campeggio da bambino negli anni ’70 e ’80 oggi lo trasmette a figli e nipoti. La passione per la vacanza all’aria aperta, in Italia, è un patrimonio di famiglia.
Quando è nato il camper in Italia?
I primi autocaravan italiani furono sperimentati a metà degli anni ’80, dopo che già a metà degli anni ’70 il costruttore Arca aveva realizzato una cellula abitativa da montare su pick-up. Dagli anni ’80 il camper si diffuse rapidamente nei campeggi italiani, affiancando la caravan
Quali caravan si costruivano in Italia negli anni '70?
Negli anni ’70 l’Italia era un importante produttore di caravan. La Roller produceva a Calenzano (Firenze), la Laica a San Casciano in Val di Pesa (Firenze), e marchi come Elnagh e Arca erano protagonisti del mercato, accanto alle inglesi Sprite molto diffuse nei campeggi.
Perché il camper ha superato la caravan?
Il camper si affermò tra gli anni ’80 e ’90 perché rispondeva alle nuove abitudini di vacanza: ferie più brevi e frammentate richiedevano un mezzo pronto a partire, senza traino né manovre di piazzamento. La caravan restò il mezzo ideale per chi ama la vacanza stanziale con l’auto libera per le escursioni
Cosa significa plein air?
Plein air è l’espressione che indica il turismo all’aria aperta praticato con camper, caravan e van. Comprende il viaggio itinerante attraverso campeggi e aree di sosta, la vita nei club e nei raduni, e la filosofia di libertà che caratterizza questo modo di viaggiare.
Conviene noleggiare un camper prima di comprarlo?
Sì, il noleggio è il modo migliore per avvicinarsi al mondo del camper. Una settimana o un weekend lungo permettono di capire le proprie esigenze reali — dimensioni, layout, posti letto — prima di scegliere il veicolo da acquistare, nuovo o usato.
Cinquant’anni di storia, un unico punto di riferimento: Caravanbacci
Dal 1974 Caravanbacci accompagna la storia del plein air italiano dalla propria sede di Lavoria (Pisa): dalle caravan degli anni ’70 ai primi camper Arca, fino ai veicoli di ultima generazione. Oltre cinquant’anni di esperienza fanno di Caravanbacci uno dei punti di riferimento storici del turismo all’aria aperta in Toscana e in Italia, con un’esposizione di camper e caravan nuovi e usati e un servizio di noleggio per chi vuole iniziare.
Se questa storia ti ha fatto venire voglia di scriverne un capitolo tuo, scopri i camper a noleggio di Caravanbacci per la tua prima vacanza plein air, oppure visita l’esposizione di camper e caravan nuovi e usati: la libertà di portare la vacanza sotto ogni cielo ti aspetta a Lavoria.