Viaggiare in Argentina e Cile
Programmare un viaggio in questi paesi presuppone di fare delle scelte: l’Argentina è 9 volte l’Italia ed è lunga 3700km, il Cile è due volte il nostro paese ma è lungo km.4200! Sono paesi che offrono incredibili paesaggi naturali e fare la valigia non è semplice perché si passa dai 5° ai 35° ( temperature estive che corrispondono al nostro inverno). Potendo scegliere, il mese migliore per visitarli è febbraio perché siamo sempre in piena estate ma non è alta stagione ( dicembre/gennaio corrispondono al nostro luglio/agosto). E’ un viaggio facile perché la gente è molto cordiale e non c’è problema di lingua visto che in entrambi i paesi parlano spagnolo.
In Argentina è fondamentale cambiare i soldi (meglio dollari anche se cambiano tranquillamente anche gli euro) al cambio parallelo (dollar blu), che è circa due volte e mezzo il cambio ufficiale. Si consiglia di cambiare nelle Case de Cambio ma in alcune città, molto tranquille, abbiamo cambiato anche per strada.
Se si va come noi in alta stagione è consigliabile prenotare in anticipo gli alberghi mentre le escursioni, visto l’ampia offerta di agenzie, possono essere prenotate anche al momento dell’arrivo.
In passato avevo sempre programmato i miei viaggi con l’aiuto della Lonely Planet ma in quest’occasione si è rivelata più dannosa che altro, datata e non veritiera. Meglio prendere ispirazione dagli itinerari che si trovano su internet (se recenti).
Due compagnie volano da Roma dirette su Buenos Aires: ITA e Areolineas Argentinas. Se prenotate anche voli interni fate i biglietti insieme di modo che il bagaglio consentito sul volo internazionale (23kg) vi verrà accordato anche su quelli domestici ( se no è 15kg.). In Cile abbiamo volato con Latam.

26/12/2022 Partiamo da Roma che abbiamo raggiunto in auto. Abbiamo trovato un parcheggio vicinissimo all’aeroporto che ci costa € 50 per quasi un mese. Partiamo in orario alle 22,30 ed arriviamo il mattino dopo a Buenos Aires.
27/12 Il terminal 3 dei voli domestici è per fortuna a 200 metri dagli arrivi internazionali per cui prendiamo agevolmente il volo interno che ci porterà a El Calafate, Patagonia.
Essendo il primo giorno avevo già prenotato il taxi per farci portare in centro (15 km) ma con il senno di poi conviene prendere in affitto per due giorni una macchina , visto che le strade per i ghiacciai sono facili e ben segnalate.
Hosteria Cauquenes de Nimez è una locanda con un buon rapporto qualità/ prezzo (pagate in contanti), camere essenziali ma pulite, bagno con bidet, una piacevole sala comune. E’ a 10 minuti a piedi dal centro ma accanto al Lago Argentino. Ci sistemiamo e poi andiamo in centro. Tutta la vita di El Calafate si concentra lungo Avenida del Libertador.
Dall’ufficio del Turismo partono i bus per il Glaciarium museo dei ghiacciai, da cui si gode una splendida vista sul Lago Argentino.
Cena sul lago a El Cucharon, bella vista sul lago, carne buona ma un po’ cara.
28/12 Si parte per il Perito Moreno. Noi siamo andati con tour organizzato ma è solo una perdita di tempo al mattino per recuperare tutti i partecipanti. Come già detto affittate una macchina all’aeroporto.
La strada è molto bella corre prima lungo il bellissimo lago Argentino e poi in una bella foresta. Non perdete la gita in barca che vi permette di ammirare il ghiacciaio dal basso e poi proseguite verso il Centro Visite dove percorrerete tutti i sentieri. Stateci almeno due ore perché le pareti di ghiaccio non cadono ogni 5 minuti!
Esperienza incredibile: il blu delle fenditure del ghiaccio ed il boato del ghiaccio che cade sono cose che ti rimangono scolpite nella mente.
Cena al Ristorante La Posta dell’omonimo albergo. Ottimo cibo e vino, location lussuosa, spesa contenuta. Consigliato.
29/12 Visitiamo la Laguna Nimez, passeggiate da un paio d’ore osservando fenicotteri e molte altre specie di uccelli. In tarda mattinata ci spostiamo all’aeroporto dove prendiamo il nostro volo per Ushuaia.
Ci sistemiamo al nostro B&B Posada del Fin del Mundo comoda come posizione e molto accogliente (anche se tutta scale) ma attenzione ha delle camere buone ed altre pessime.
Piove per cui decidiamo, dopo aver visitato i due piccoli musei locali, di fare un giro della cittadina, molto estesa, racchiusa da belle montagne, nel bus turistico (circa due ore e mezzo). Anche qui il centro con negozi e ristoranti è concentrato su un’unica via.
29/12 Prendiamo un taxi per tutta la giornata ed esploriamo prima il Treno della Fine del Mondo ed il bel Parco Nazionale della Terra del Fuoco dove si possono fare belle passeggiate, poi costeggiando gli impianti di risalita della località sciistica di Cerro Castor arriviamo al Lago Escondido.
A sera ci imbarchiamo sulla nostra nave della Crociera Australis dove ceniamo.
Dal 30/12 al 3/1 Navighiamo nelle acque che costeggiano le isole della Terra del Fuoco in terra cilena.
L’Australis è l’unica nave autorizzata a navigare in queste acque per cui fa pagare il privilegio a caro prezzo. Scopriamo che la Terra del Fuoco deve il suo nome dal fatto che i primi esploratori dal mare vedevano sulla costa fuochi perennemente accesi. Questi fuochi servivano agli indigeni locali che hanno popolato queste terre dal 1000 alla fine del 1800 quando sono stati sterminati dalle malattie portate dai coloni europei, a scaldarsi visto che stavano seminudi.
Si visitano il mitico Capo Horn e la Baia di Wulaia, i ghiacciai Pia, Garibaldi, Condor e Aguila. L’ultimo giorno avremmo avuto l’isola Magdalena con i suoi simpatici piccoli pinguini ma c’è troppo vento ed il capitano non ritiene sicuro mettere in mare i gommoni che ci portano a terra. Sbarchiamo quindi a Punta Arenas in perfetto orario tale da consentirci di prendere il volo per Santiago del Cile.
Con un taxi raggiungiamo il nostro Hotel in centro accanto al Museo di Belle Arti Hotel Altiplanico Bellas Artes una antica casa ristrutturata a B&B, camere moderne, buona colazione, posizione ideale (abbiamo girato Santiago sempre a piedi) e personale collaborativo, vicina al Barrio Lastarria molto animato alla sera dove passeggiamo in cerca di un ristorante. Cena a La Virgin.
Santiago del Cile è una megalopoli racchiusa tra le Ande e la Cordigliera della Costa, una catena più antica e pertanto più bassa di quella andina, il cui centro è diviso in vari quartieri ( barrio) che ne facilitano la visita.
4/1 La parte nostra del Rio Mapucho (adesso in secca) è tutta un lungo parco. Nonostante la presenza di numerosi senza tetto ci si può passeggiare tranquillamente. Raggiungiamo lo storico Mercato Centrale (ormai molto turistico, per vedere il vero mercato basta che attraversate il fiume all’altezza del mercato centrale e ve lo trovate di fronte), Plaza de Armas, il Museo Chileno de Arte Precolombino (piccolo ma molto interessante), passeggiamo per le strade pedonali di Ahumada e Paseo Estado osservando la folla che le percorre, ci emozioniamo di fronte al tristemente noto Palazzo della Moneda, visitiamo il Centro Culturale La Moneda nel sottosuolo della piazza antistante, percorriamo Avenida Alameda fino al Cerro Santa Lucia, un giardino pubblico su di una collinetta centrale da cui si gode una bella vista del centro. Percorriamo Il Barrio bellavista al di là del Mapucho con la casa di Pablo Neruda ( La Chascona) per finire la giornata salendo in funicolare sul Cerro San Cristobal da dove l’occhio può spaziare sull’intera città metropolitana.
Cena a Lastarria
5/1 Gita organizzata dall’albergo. La strada per Valparaiso percorre la Valle de Casablanca dove ci fermiamo in una cantina per assaggiare i vini bianchi tipici della zona.
Visitiamo Valparaiso prima il Cerro Sebastiana con la casa di Neruda La Sebastiana ( ormai la vista non è granchè) e poi i colorati murales del Museo a Cielo Abierto verso il porto per finire nella grande Plaza Sotomayor con l’imponente edificio dell’Armada de Chile.
Non conviene spostarsi a dormire a Valparaiso ma farla come gita da Santiago oppure appoggiarsi alla vicina Vina del Mar perché, a detta dei santiaghini è una città pericolosa da girar di sera.
Vina del Mar è una piccola città giardino, località di vacanza dei santiaghini. Lungo la strada ci sono due piccoli castelli ottocenteschi visitabili il Castillo Wulf sul mare e un altro nel opposto quartiere del Cerro Castillo ( sulla collina).
Pranziamo tardivamente ma bene a Renaca (un prolungamento di Vina del Mar) in un grazioso locale sulla spiaggia La Virgin.
Rientro a Santiago dove ci spingiamo fino al Barrio Brasil ( una discreta passeggiata ma almeno vediamo un altro quartiere) dove abbiamo prenotato al Ocean Pacific’ Buque Madre un ristorante buono anche se un po’ più caro della media ma, che vale davvero la pena vedere, potete far finta di essere sul set dei Pirati dei Caraibi.
6/1 Partiamo per Calama aeroporto di San Pedro di Atacama da cui dista un centinaio di chilometri. All’arrivo ci sono gli autisti dei pulmini (già prenotato) che svolgono il servizio navetta con San Pedro.
Il nostro albergo Hoteles Pueblo de Tierra è fuori dal centro ( 10”) con belle camere ( senza cassaforte purtroppo) ed una graziosa piscina.
San Pedro de Atacama è un paesino con strade sterrate e basse costruzioni in adobe. La via principale Caracoles è tutta un susseguirsi di agenzie di viaggio (e ristoranti e bar) per cui potete tranquillamente prenotare le vostre escursioni una volta arrivati anche perché le agenzie sono aperte fino alle 22. Io consiglio Atacama Magic e soprattutto Horizonte Atacama (chiedete di Renata).
Tutti i tour prevedono vare ore di percorrenza su strade sterrate ed altitudini elevate fino a 4500 metri sconsigliate quindi a chi a problemi di cuore ma se non avete impedimenti questo è un luogo magico che non dimenticherete. Qui potrete vedere in abbondanza guanachi (i lama selvatici) e vigogne (il camelide selvatico da cui deriva l’Alpaca, non presente in Cile).
7/1 Sveglia alle 4 perché al Geyser di El Tatio bisogna arrivare presto per fotografare gli sbuffi di vapore quando il sole non è ancora alto. Chiedete all’agenzia se è prevista una sosta lungo la strada per ammirare il cielo notturno. Quasi tutte le escursioni da San Pedro includono la prima colazione per cui dopo il Geyser ci si ferma in relax per mangiare e poi nel ritorno abbiamo il primo assaggio del meraviglioso altopiano di San Pedro detto Deserto di Atacama ma spesso inframezzato da fiumi andini che formano fantastici canyon e macchie verdi popolate di fenicotteri.
Cena con fantastiche baguette alla Franchuteria.
8/1 La più bella escursione fatta è quella di oggi prima al Salar de Atacama, lago salato riserva dei fenicotteri, poi alle lagune Minique e Mistique (laghi di montagna dall’incredibile azzurro) ed infine all’indescrivibile Piedras Rojas: acque cristalline, paesaggi sconfinati e rocce rosse.
Cena al El Diablillo ottimo ed economico con spettacolo musicale al venerdì e sabato.
9/1 Al mattino visitiamo la Valle Arcobaleno dagli incredibili colori che le danno il nome, i petroglifi e nel pomeriggio fino al tramonto la Valle della Luna da non perdere assolutamente. Salite sulla grande duna dalla strada lunga e tardi, quando le schiamazzanti folle si sono dileguate. Quando andrete a godervi il tramonto arrivate tardi e fermatevi anche dopo che il sole è tramontato perché subito dopo tutte le gite vanno via e potrete godervi una pace incredibile.
10/1 Il proprietario dell’albergo si offre di accompagnarci al terminal degli autobus che sarebbe vicino ma, trascinarci le valigie sulle strade sterrate è complicato.
I biglietti per Salta possono essere acquistati in precedenza su internet (Andesmar) anche perché la biglietteria apre 5” prima della partenza dell’autobus (7.30).
Questo è un transfer faticoso (12 ore di autobus a 4600/4800 metri)) ma indescrivibile. Per fortuna alla frontiera tra Cile ed Argentina( Passo de Jama) non c’è gente ed in meno di un’ora ce la sbrighiamo.
Si percorre tutto l’altopiano ed i paesaggi sono bellissimi.
In finale attraversiamo anche una enorme distesa salata ( Salinas Grandes) per poi planare a valle lungo i tornanti mozzafiato della Cuesta del Lipan.
Salta è una graziosa città coloniale molto graziosa, con begli edifici ed una piazza principale fulcro della vita cittadina ma da evitare di cenarci la sera perché tutti i ristoranti in zona sono turistici.
Il nostro albergo Ayres De Salta è in posizione strategica e ci consente al nostro arrivo di iniziare ad esplorare la città. Cena da Rustiko, passabile.
11/1 Forse la più bella delle nostre escursioni da Salta
(definirle escursioni è un eufemismo perché ogni giorno abbiamo percorse più di trecento chilometri) è quella che ci porta lungo la Quebrada de Humahuaca. Quebrada vuol dire un canyon (o valli con più canyon) scavati da fiumi ormai secchi. Qui le montagne, formate da strati sedimentari di varie rocce, appaiono come onde di vari colori.
Questa è anche la valle dove si svolge il famoso carnevale che in teoria dura 10 giorni, in pratica fanno festa per un mese. Il Carnevale inizia quando (50 giorni prima di Pasqua) si dissotterra un immagine del diavolo e lo si porta in giro per le case bevendo e suonando e nelle strade ugualmente si balla, si suona e si beve fino a tarda sera e così per molti giorni. Alla fine del Carnevale il fantoccio del diavolo viene nuovamente sotterrato.
Prima visitiamo il grazioso paese di Purmamarca con innumerevoli bancarelle di artigianato e la sua collina dei Sette colori (venendo dal Cile con l’autobus si può scendere qui e prevedere una notte a Purmamarca), poi passiamo dal Tropico del Cancro e ci fermiamo più avanti a visitare l’originale chiesetta De la Santa Cruz y De San Francisco De Paula con le sue tele raffiguranti gli arcangeli con abiti di soldati spagnoli ed infine l’Hornocal o montagna dei 14 colori. Al ritorno ci fermiamo per pranzare nell’ancor più grazioso paese di Humauaca (dove ho trovato vere e belle cose di artigianato alla Cooperativa artigiana, portatevi contanti perché non accettano carte di credito).
Cena a Salta a Aires Caseros il miglior ristorante secondo Trip Advisor ma non ve lo consiglio proprio.
12/1 Oggi ripercorriamo in parte la strada di ieri ( e di ieri l’altro) per poi deviare per la Gola di Escoipe e proseguire salendo i tornanti per la Cuesta del Obispo. Arrivati in vetta non vi scordate di assaggiare e comprare salami e formaggi perché non li troverete più. Panorami bellissimi. Avendo ancor più tempo ci sono delle belle passeggiate da fare.
Attraversiamo il Parque Nacional los Cardones (gli enormi cactus di alta quota il cui fusto viene utilizzato come legno nella costruzione di case e chiese) e prima di arrivare a Caqui facciamo una sosta “ tecnica” dove ci sono varie bancarelle di spezie a prezzi stracciati.
Caqui è una graziosa cittadina con una ombrosa piazza centrale che ospita un’interessante chiesetta con volta a botte in legno e Madonne rock ed un piccolo museo archeologico.
Pranziamo degustando la più buona Humida (un fagottino di foglia di granturco contenente una pappetta a base di mais e cipolla) e tamales (involtini di mais carne o verdure o entrambi) mangiati a Salta.
Il pomeriggio rientriamo ad un’ora decente e riusciamo ad andare alla cena, ottima, con spettacolo, coinvolgente, alla Pena La Vieja Estacion tra l’altro spendendo come nei ristoranti dei giorni precedenti. Non abbiate dubbi e scegliete questa Pena.
13/1 Oggi giornata di riposo dedicata alla visita di Salta con le sue vie ed i suoi edifici dei primi dell’800.
Vediamo il Museo de Archeologia de Alta Montagna i cui “reperti” più famosi sono le tre mummie dei bambini offerti alla montagna in epoca incaica con tutto il loro corredo funerario. Le mummie sono veramente impressionanti per la loro perfetta conservazione. Sembrano dei bambini addormentati con le fattezze andine dei bambini che potete vedere sulla piazza. Il sacrificio umano non era una pratica comune ma veniva fatta solo in speciali occasioni. Venivano scelti i bambini di famiglie nobili, i più belli e sani, portati a Cuzco, capitale dell’impero, e lì allevati a tale scopo. Dopo la celebrazione di matrimoni rituali tornavano a casa loro dove durante i festeggiamenti venivano drogati con la chica e poi portati sulla cima dei vulcani dove tra lo stordimento dell’alcool e quello dell’altitudine passavano dal sonno alla morte.
La cattedrale non è un granché ma Il Centro culturale America anch’esso affacciato sulla piazza 9 de Julio ,in stile eclettico, è piuttosto interessante. Salta è piena di piccoli musei (tra cui uno nuovissimo tutto multimediale) e gallerie d’arte. Pranziamo con le migliori empanadas a la Tacita, un piccolo bar .
Cena a 802 Cocina a Las Brasas ottimo, bella location, buona la carne, prezzo adeguato.
14/1 Ultima escursione da Salta verso la Quebrada de Las Conchas una valle scavata dal Rio las Conchas formatasi nel Mesozoico tutta rossa per l’ossido di ferro contenuto nelle rocce e verde. Qui visitiamo la Garganta del Diablo ( Gola del Diavolo) e l’Anfiteatro, formazioni create da antiche cascate: si entra attraverso strette fenditure nelle rocce e si arriva a spazi circolari. Per la strada vediamo numerose formazioni rocciose tipo Mountain Valley.
Percorriamo la Ruta del Vino lungo la Valles Calchaquies dove ci fermiamo a visitare una cantina con degustazione dei vini di altura ( siamo a 1700mt!) bianchi aromatici piuttosto buoni, fino a Cafayate cittadina deludente e molto turistica. Piacevole la grande piazza centrale su cui si affaccia la Cattedrale. Mentre la strada del vino è interessante ed il paesaggio molto piacevole potete tranquillamente evitare di arrivare a Cafayate.
15/1 Partenza per Puerto Iguazù. All’arrivo un po’ di confusione e attesa per prendere un taxi per cui prenotatelo prima. Il nostro albergo Jasy Hotel ha visto tempi migliori, piscina un po’ scrostata, ma ha una bella terrazza con un ristorante dove si mangia piuttosto bene ed è a dieci minuti dal centro e dalla stazione degli autobus. Le camere sono molto grandi, tutte soppalcate, perfette per le famiglie avendo ognuna dai 4 ai 6 posti letto.
Ci sistemiamo in albergo e poi esploriamo Puerto Iguazù, paese un po’ povero, niente di interessante da vedere. Gli alberghi più belli sono fuori del paese, lontani da bar e ristoranti ma affacciati sulla “selva”.
Ci informiamo sul autobus che effettua il servizio per le Cascate di Iguazù e acquistiamo i biglietti per la prima corsa del mattino e cambiamo i dollari. Fa veramente caldo soprattutto per l’alto tasso di umidità ( 90%).
16/1 Partiamo di primo mattino ed è la soluzione migliore perché si evitano le file alla biglietteria. L’ampio parco delle Cascate di Iguazù si può visitare a piedi attraverso una rete di percorsi su passerelle e sentieri.
I periodi migliori per visitarle sono la primavera o l’autunno un giusto compromesso tra quantità d’acqua e clima. Solitamente da Dicembre a Marzo si è in piena estate e le piogge sono frequenti, il clima è caldo e con un alto tasso di umidità. In questo periodo le cascate sono piene d’acqua ma anche piene di insetti. Però noi siamo fortunati e non ne troviamo.
C’è anche una stazione dei treni che va in due direzioni ( anche lì grandi file) quella più interessante è quella che porta alla Garganta del Diablo ma purtroppo all’epoca della nostra visita il sentiero che dalla stazione di arrivo porta sopra la Garganta è chiuso per lavori.
Appena entrati acquistiamo a parte l’escursione sul battello. Mettevi direttamente il costume perché si entra letteralmente sotto la cascata! Si fa prima un trasferimento in camion scoperto attraverso la selva, poi una discesa a piedi fino all’imbarcadero. Lì si viene riforniti di giubbotto salvagente e sacca impermeabile dove mettere le proprie cose. L’escursione in sé per sé durerà circa un tre quarti d’ora ma fra tutto vanno vai quasi tre ore. Terminata la gita in barca conviene fare subito il Sendero Macuco (3 ore – 7 chilometri a/r) lungo il quale con un po’ di fortuna potete avvistare le scimmie. Va fatto subito perché l’ingresso chiude alle 14. Il parco chiude alle 18 per cui c’è tempo per fare tutti e due gli altri sentieri: Paseo Inferior (1 ora – 1.400 metri) e Paseo Superior (75 minuti – 1.700 metri) tra l’altro facendo questi due nel pomeriggio si evitano le folle.
Ritorniamo via con l’ultimo bus e ceniamo in un ristorante vicino all’albergo considerato molto figo Ristorante La Toscana dove fanno gli spaghetti dentro le forme di parmigiano e vari risotti.
17/1 Ieri sera ci siamo accordati con un autista (Gabriel lo trovate su istagram come taxi_argentina) che ci viene a prendere per visitare il lato brasiliano delle Cascate. Bisogna partire presto perché anche se i taxi hanno una corsia preferenziale, in frontiera ci sono delle file pazzesche. Abbiamo fortuna e la procedura è veloce ma secondo Gabriel le regole variano giornalmente!
Foz de Iguazu è la versione ricca e sfarzosa di Puerto Iguazù: grandi alberghi, parchi tematici, centri commerciali.
Anche oggi riusciamo ad arrivare al Parco di primo mattino quindi prendiamo uno dei primi bus che ti portano sulle cascate ( alternativa è affittare una bici ma fa piuttosto caldo ed il bus è compreso nel biglietto). Anche qui la differenza con il lato argentino si vede le biglietterie sono tutte automatiche! Il lato brasiliano non ha lunghi sentieri ma alla fine ci è piaciuto di più perché dà una visuale d’insieme sulle cascate e te ne fa vedere l’ampiezza . Qui possiamo andare alla Garganta ani c’è un ascensore che ti ci porta sopra e la portata d’acqua fa veramente impressione.
Facciamo un po’ di shopping e torniamo. Avendo fatto tutto piuttosto velocemente avremmo avuto tempo anche di visitare il Parco degli Uccelli che è subito fuori l’ingresso del Parco brasiliano.
Sul lato opposto è possibile acquistare un passaggio in elicottero sopra le casate Heisul passeiodehelicoptero.com.br
Torniamo in Argentina, pranziamo in centro e ci rilassiamo nella piscina del nostro hotel. Più tardi il nostro tassista ci viene a prendere per portarci in aeroporto dove appena arrivati scoppia un nubifragio pauroso.
Non conviene arrivare in aeroporto con largo anticipo perché non c’è una sala dove stare e ti fanno entrare nella zona dei gate solo quando ci si imbarca.
Arriviamo a Buenos Aires in orario. All’aeroporto c’è un app da scaricare da cui si può già vedere quanto costerà la vostra corsa in taxi così evitate di essere imbrogliati. Il percorso è piacevole e panoramico e ci dà già l’idea della bellezza di questa città un misto tra Parigi e Napoli.
Arriviamo al nostro albergo Kenton Palace quartiere Montserrat, comodo e centrale. Breve passeggiata per il quartiere ed a nanna.
18/1 Ci alziamo di buon’ora perché abbiamo solo una giornata qui a Buenos Aires e vogliamo sfruttarla al massimo. A piedi dal nostro albergo ci dirigiamo presso l’obelisco su Avenida Corrientes da dove prendiamo il nostro bus up&down. Essendo Buenos Aires molto grande l’abbiamo trovata la soluzione più efficiente.
Passiamo per una Plaza de Mayo ancora deserta con la Casa Rosada, breve visita alla Cattedrale ( niente di che) e poi su sul bus che percorre Avenida 9 de Julio, passa davanti al Teatro Colon, Plaza Lavalle, Plaza de Mayo, Avenida de Mayo e Plaza del Congresso.
Poi si dirige alla Boca dove scendiamo per visitare il quartiere a piedi che percorriamo in lungo e largo fino a prendere il bus a Parque Lezama.
La nostra prossima tappa è il Museo Nacional de Bellas Artes e poi il quartiere Palermo del quale visitiamo a piedi una parte (è molto grande) e molto europeo: parchi e boutique, caffetterie e ristoranti vegani.
Risaliamo sul nostro bus all’altezza di un centro commerciale ricavato in edifici industriali (Maldini?) e riscendiamo alla Recoleta dove visitiamo il Cemeterio della Recoleta con l’immancabile visita alla tomba di Evita. Passiamo dal quartiere Retiro con le sue case eleganti e scendiamo in Plaza de Mayo da dove ci spostiamo nel vicino Puerto Madero, la zona portuale adesso tutta ristrutturata e sede di grandi alberghi, centri culturali e numerosi bar, ed in uno di questi vicino a Ponte di Calatrava, ci fermiamo a fare l’aperitivo.
Più tardi ci aspetta la cena con tango in un vecchio locale storico vicino al nostro albergo Querandì : buona la cena e bello spettacolo.
19/1 Ultimo giorno a Buenos Aires. Ci alziamo presto per sfruttare la mattina per visitare meglio il vicino quartiere di San Telmo dove girovaghiamo fino all’ora stabilita con il taxi che ci porterà all’aeroporto e da lì in Italia: addio Argentina!
Nicoletta Bacci Berlendi