Ergo presenta la ricerca sull’impatto economico ambientale del camperista
Da oltre cinquant’anni Caravanbacci non si limita a vendere e noleggiare camper: promuove una cultura del viaggio all’aria aperta fondata su dati concreti. È in questo spirito che l’azienda ha scelto di investire nella ricerca scientifica sulla sostenibilità del turismo in camper — un impegno che risale al 2014, quando finanziò la prima ricerca italiana dedicata al tema, e che nel 2023 ha portato a un nuovo e più ampio studio.
Il progetto di ricerca sull’impatto ambientale ed economico del turismo in camper è stato ideato da Paolo Bacci, dal Prof. Fabio Iraldo e finanziato da Caravanbacci, che nel 2023 lo ha commissionato a Ergo, spin-off della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. L’obiettivo: misurare con metodo scientifico quanto incide davvero una vacanza in camper sull’ambiente e sull’economia dei territori, andando oltre le semplici percezioni.
La ricerca è stata presentata il 16 marzo 2024 nella sala convegni di Caravanbacci, in occasione delle celebrazioni per il 50° anniversario dell’azienda, dal Prof. Fabio Iraldo, docente della Scuola Sant’Anna di Pisa e tra i maggiori esperti italiani di sostenibilità. All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, l’assessore al Turismo della Regione Toscana L. Marras — in collegamento da Parigi con il direttore di Toscana Promozione Francesco Tapinassi —, il Presidente di Assocamp M. Bagatella, il Direttore di Faita Toscana, oltre al CEO e alle figure commerciali di Trigano
Negli ultimi anni, l’aumento dell’interesse per il turismo all’aria aperta ha portato all’afflusso di nuovi clienti nel settore, motivato dalle esigenze di libertà e sicurezza. Questa crescente popolarità ha reso necessaria un’analisi accurata della situazione attuale. L’obiettivo dello studio era comprendere l’impatto ambientale delle vacanze in camper, identificare il profilo del camperista e valutare l’impatto economico delle sue visite sui territori.
Quanto inquina un camperista?
I risultati dello studio hanno evidenziato che il turismo itinerante rappresenta un’alternativa a basso impatto ambientale rispetto alle tradizionali vacanze in auto e hotel. Durante una tipica vacanza di 13 giorni in camper, si consumano pasti fuori dal veicolo, si percorrono chilometri, si utilizzano gas, acqua ed energia elettrica. Rispetto alle vacanze in auto e hotel, il turismo in camper genera minori emissioni nell’ambito dei cambiamenti climatici, consuma meno risorse naturali e utilizza meno acqua.

Quanto spende un camperista?
Interessanti sono stati anche i dati sulle abitudini dei camperisti: la maggior parte viaggia in due persone, preferisce viaggiare in Italia, visita piccoli borghi e luoghi nascosti, parte in estate e preferisce assaporare la cucina tradizionale locale. La spesa media di un camperista si aggira intorno ai 97,80 euro, dimostrando che il viaggio in camper è un’alternativa turistica vantaggiosa sia per l’ambiente che per l’economia locale.
Metodologia
La metodologia adottata nello studio si è distinta per la sua attendibilità: anziché basarsi su stime fornite dai partecipanti, i camperisti hanno redatto dei diari di bordo, consentendo la raccolta di dati reali. La quantità di dati raccolti ha superato i requisiti minimi per le pubblicazioni scientifiche, garantendo un’analisi completa del fenomeno.
Progetto Aree di Sosta dell’APC
Per rispondere alle esigenze di crescita del settore, le aree di sosta giocano un ruolo fondamentale. APC mette a disposizione una guida alla progettazione, uno strumento utile per coloro che desiderano investire nel turismo itinerante.
L’impegno di Caravanbacci su questo tema non nasce oggi: già nel 2014, insieme a Fiat Ducato Camper, l’azienda finanziò — in tempi decisamente non sospetti — la prima ricerca italiana dedicata alla sostenibilità del turismo in camper, condotta all’Università di Pisa dal Prof. P. Fiamma, contribuendo concretamente ad avviare la riflessione su un tema oggi centrale per l’intero comparto.
Questa indagine rappresenta una risorsa di grande valore per accrescere la cultura dell’abitar viaggiando sul territorio italiano, ed è per questo dobbiamo esprimere la nostra sincera gratitudine alla Ergo srl Spin-off della Scuola S. Anna di Pisa che ha sviluppato la ricerca, al Prof. Fabio Iraldo, professore ordinario di Management presso la Scuola Sant’Anna di Pisa, dove dirige il PhD in Innovation, Sustainability and Healthcare che ha presentato la ricerca, all’ UCA e ACTITALIA le due più importanti associazioni che raggruppano la maggioranza di camper e caravan club d’Italia che hanno collaborato alla raccolta dei dati.

Presentazione dello studio Help you-help us da parte del Prof. Fabio Iraldo, professore ordinario di Management presso la Scuola Sant’Anna di Pisa, dove dirige il PhD in Innovation, Sustainability and Healthcare.
Il Prof. Iraldo ha sottolineato come il progetto abbia rappresentato un passo innovativo nell’analisi del turismo itinerante, grazie all’utilizzo di strumenti metodologici rigorosi come l’analisi LCA (Life Cycle Assessment), che ha permesso di quantificare l’impatto delle vacanze in camper sull’ambiente e di confrontarlo con le vacanze tradizionali. Ha inoltre evidenziato l’importanza della collaborazione tra ricerca accademica e operatori del settore per fornire dati affidabili, utili sia agli amministratori locali che alle imprese.
Un punto chiave della presentazione è stato l’approfondimento sull’identità del camperista: un viaggiatore consapevole, con una spesa media giornaliera significativa di 97,80 €, che predilige prodotti locali e contribuisce in modo sostanziale alle economie dei territori visitati. Questa combinazione di basso impatto ambientale e impatto economico positivo rappresenta, secondo il Professore, un’opportunità unica per promuovere il turismo in camper come modello di sviluppo sostenibile.
Il Prof. Iraldo ha concluso sottolineando come i risultati dello studio possano essere utilizzati non solo per migliorare le infrastrutture e i servizi per i camperisti, ma anche per sensibilizzare il settore pubblico e privato sull’importanza di investire in questa forma di turismo, capace di unire sostenibilità, economia e valorizzazione dei territori.
Ideando, finanziando e divulgando queste ricerche da oltre dieci anni, Caravanbacci si conferma tra i promotori più attivi in Italia della cultura del turismo in camper sostenibile