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Viaggio Grecia e Turchia in Camper

I viaggi della Famiglia Bacci

Il resoconto di questo viaggio è la quintessenza del viaggiare in camper ossia massima libertà. Siamo partiti per la Grecia con l’idea di fare mare e visitare la penisola Calcidica.

Sul traghetto abbiamo visto delle bellissime foto di un parco (Vikos Aos) ed abbiamo deciso di andarci; per la via abbiamo visto le indicazioni per un sito archeologico ( Tomba di Filippo) ed abbiamo trovato un museo interessantissimo . Infine arrivati ad Istanbul abbiamo deciso di allungarci fino in Cappadocia.

Se a questo aggiungete che siamo riusciti a far divertire due figlie adolescenti , stare tutti insieme ed essere tutti soddisfatti direi che la vacanza in camper accontenta proprio tutti.

Equipaggio:
Paolo e Nicoletta Bacci e le due ragazze di 16 e 13 anni, Fiammetta e Bianca.

Km percorsi:
da Pisa 5.300

Camper usato :
ARCA Motorhome H 720 lunghezza mt.7,20 larghezza mt 2.31 Meccanica fiat 3000 cv 160 telaio Al-Ko , camper nuovo targato e partiti senza una prova di collaudo.

Grecia e Turchia in Camper

Accessori optional montati: pannello solare 75W ( massima autonomia ), Condizionatore evaporativo Viesa (non abbiamo avuto caldo durante la vacanza riuscendo a dormire anche fino alle 10 , ma è stato importantissimo durante la navigazione) secondo serbatoio (da tranquillità anche se usato solo 1 volta) regolatore di velocità ( cruise control ) waeco montato alla partenza OTTIMO, di serie WC casset (dà tranquillità anche se mai usato, meglio usare il liquido ecologico, ci siamo trovati spesso a fare lo scarico in campagna).

Attenzione con 20 kg di gas negli ultimi giorni siamo stati in ansia esaurimento scorta, in Cappadocia abbiamo acceso per qualche ora la stufa e acceso il boiler per una decina di volte. Attenzione . per la 220 w, al cavo corrente sia per la Grecia che per la Turchia la spina è schuko, in nave è CEE.

Le strade della Grecia sono strette , tanti i tornanti e tanti i passaggi difficili incrociando auto soprattutto nel parco di Vicos Aos , percorso in tutte le sue strade anche con vie cieche riuscendo tranquillamente a fare inversione di marcia con camper oltre i 7 metri. L’ importante è guidare con serenità, la lunghezza non è mai stato un problema. Ad Astri ci siamo trovati ( non siamo riusciti a fotografare il passaggio per la quantità di auto parcheggiate e di gente) a passare dal centro della piazza del paese con tavolini del bar a dx e sx dovendo prendere una salita di circa mt 100 molto stretta e a forte pendenza, con all’ estremità un tornante a dx, Grecia e Turchia in camper Caravanbacci parco Vikos Aos.

Grecia e Turchia in Camper

Il camper e l’autista sia all’ andata che al ritorno non hanno avuto un minimo indugio.  Nei resoconti di viaggio in questo parco le relazioni parlano di grosse difficoltà nel muoversi in camper ma io non le reputo giuste. Abbiamo raggiunto velocità di 150 km/h lungo le autostrade (alto il consumo di gasolio).

Ottima la stabilità con vento forte e raffiche , che abbiamo trovato molto spesso al confine con la Turchia e per quasi tutto il viaggio in Turchia, riuscendo a mantenere la velocità di 120/130 km/h.

Tra Ankara e la Cappadocia abbiamo trovato un asfalto segnato dai pneumatici di camion, anche in quelle occasioni il camper si è dimostrato all’altezza a velocità di 120/130 km/h. L’abitabilità interna per 4 persone è buona , un po’ caldo nel letto in cabina. Serbatoio di recupero acque grigie è piccolo, ma facile a scaricare. Abbiamo leggermente strusciato il posteriore per la salita nel traghetto che da Istanbul Silcheci ci ha portato nel lato asiatico della città Harem , facilmente risolto dal marinaio con una grossa cima sotto le ruote posteriori. La rumorosità in viaggio anche con vento è ottima ( unico inconveniente visto il n/s non collaudo la porta cabina sx che fischiava ma di semplice registrazione al ritorno).

In realtà noi nel parco di Vikos Aos abbiamo fatto il giro alla rovescia: la cosa migliore da fare è entrare dal punto prima indicato dopo Metamorfosi, dal quale si incontra subito un punto di informazione dove si viene riforniti di cartine e pubblicazioni.

Visitata Dilofo, si prosegue per Negades e si torna indietro fino a Monodendri, si dorme lì e il giorno dopo si va a fare la passeggiata nel giusto verso e poi si possono visitare Aristi, Megalo Papingo , dove ci sono belle polle dove fare il bagno, e Vikos. Così facendo si fanno strade più facili. Il parco è molto bello, si possono fare passeggiate e rafting ( divertente) o bagnarsi nelle fredde acqua di polle e torrenti. Torniamo verso Ioannina e seguiamo le indicazioni per le grotte di Perama. La visita alle grotte dura un ora, a noi sono piaciute, nonostante la guida parli solo in greco, ma se non avete tempo di visitarle non c’ è da disperarsi. Seguendo le indicazioni per Metsovo dalle grotte si fa una strada molto panoramica lungo il lago di Ioannina e si possono fare delle belle foto. Dopo una ventina i chilometri imbocchiamo l autostrada per Gravina per poi uscire dopo poco a Metzovo.

Arrivati a Metzovo, che dista dall’uscita dell’autostrada altri sei chilometri di strada di montagna, scendiamo giù per il paese fino ad arrivare alla piazza principale dove un solerte vigile ci dice che non possiamo parcheggiare, lo vedevamo anche da noi che il parcheggio è pieno zipillo. Ci accontentiamo di quello che abbiamo visto scendendo, un bel paesino di montagna con una bella vista, poiché il primo parcheggio è in alto e non abbiamo voglia di fare due chilometri a piedi. Proseguiamo quindi per le Meteore dove arriviamo dopo molte curve. E abbastanza presto e pertanto ci dirigiamo al campeggio Kastraki Voucros, molto panoramico e molto ben attrezzato dove facciamo docce, bucato e bagno in piscina. Cena in campeggio dove tiriamo fuori per la prima volta tavoli e sedie.

11/8 Sveglia di buonora in modo da essere alle nove esatte al primo monastero: questo ci permette di parcheggiare agevolmente ad ogni monastero, di evitare la calca e di finire di vedere tutti monasteri un quarto all’una. Incontriamo vecchi e nuovi amici. Le Meteore sono più belle di quello che mi ricordavo e sicuramente molto meno faticose, i monasteri sono stati tutti ristrutturati, dotati di bagni e di larghe ed agevoli scalinate. Pranziamo alla taverna Paradidos a Kastraki, indicata dalla guida Lonely Placet, e ripartiamo per Thessaloniki. Lungo a strada ci sono sempre banchetti di frutta e verdura , buona e abbastanza economica, quindi non occorre riempire il frigo. Lungo la strada nubifragio, da quando siamo arrivati la mattina c’è sempre il sole poi alle tre si oscura la vallata e piove per poi rischiarare verso le cinque. Siamo indecisi se fermarci a Virginia per vedere la Tomba di Filippo il Macedone: cosa ci sarà mai da vedere, una tomba vuota ecc ecc. Usciti a Virginia i dubbi aumentano non c’è neanche una indicazione turistica.

In realtà è una visita da non perdere, il museo è bellissimo e con reperti straordinari, il tumolo funerario trasformato in un bel parco , insomma fate una deviazione e fermatevi a Virginia ( €8 l ingresso). Purtroppo invece il palazzo è chiuso per restauri, fino a quando non si sa.

Arriviamo a Thessloniki in tempo per farci chiudere i cancelli della concessionaria Fiat sul muso ( a dx sul raccordo per thessaloniki a circa dieci chilometri dal centro); effettivamente è un po’ tardi, ma abbiamo una spia motore accesa da un bel po’ e vogliamo farla controllare. Lì vicino c’ è un outlet Adidas e Reebook e decidiamo di approfittare.

Arriviamo a Thessaloniki sotto un nubifragio, quasi una tempesta. A città è allagata, scartiamo il lungomare, dove si potrebbe tranquillamente parcheggiare, perché allagato. Giriamo in lungo e largo la città, molto elegante e piena di negozi, le ragazze sono felicissime domani vogliamo restare qui e prevedono shopping selvaggi. Ci fermiamo nel parcheggio del tribunale con sbarra ma di notte non c’è nessuno.

12/8 Perdiamo un bel po’ di tempo per ritrovare l’ autostrada dalla quale siamo venuti perché ci sono dei lavori in corso e non riusciamo a tornare indietro. Comunque alla fine arriviamo alla Fiat dove ci sistemano un piccolo tubo dell’ aria che si era bucato o staccato non ho capito bene. Lasciamo 10 euro di mancia al ragazzo che ci ha poi ricontrollato tutto il funzionamento motore e ritorniamo verso il centro di Thessaloniki.

Parcheggiamo poco più avanti della torre bianca perché le bimbe la sera prima avevano manifestato l intenzione di far colazione allo Starbucks. Siamo in divieto di sosta però Paolo va a parlare con la polizia che gli concede un ora ( torneremo dopo 5 ore e difatti ci troveremo anche una multa di 80 euro), tra l’altro solo poco più avanti era consentito il parcheggio.

Saliamo per via Gounari che è accanto allo Starbucks e visitiamo le rovine del palazzo di Galerio, l’ Arco di Galerio e la Rotonda. Poi la Chiesa di Agios Dimitros e l’ Agorà. Infine il Bey Hamman ( la cosa che ci è piaciuta di più) ed il mercato coperto Modiani dove compriamo olive e pane. Il pesce sembra tutto di allevamento e non ci attira.

Abbiamo saltato la parte alta intorno al Kastro perchè Paolo non ne ha molta voglia e le bimbe sono maggiormente attratte dallo shopping in Tsimiski ( ci sono le svendite). Paolo rimpiange la visita della parte vecchia. A noi Thessaloniki è piaciuta molto anche se non saprei indicare un solo monumento che valga la pena visitare. Ma nell’insieme è una bella città allegra, anche elegante, una bella città di mare piena di caffè e ristoranti all’ aperto dove la gente si gode la vita. Dopo pranzo, tornati al camper percorriamo tutto il lungomare e poi ci dirigiamo, non senza qualche difficoltà da quel punto della città, verso l’autostrada per la Calcidica.

Abbiamo già deciso di saltare Kassandra e puntiamo verso Sithonia ( secondo dito della penisola calcifica).

Dopo la fine dell autostrada la velocità di marcia rallenta notevolmente. La costa occidentale di Sithonia ha belle spiagge ma abbastanza affollate . Dopo Porto Carras scendiamo verso il mare a Portu S.Elena ma il campeggio che avevamo adocchiato è pieno. Proseguiamo verso l altro campeggio ma per la strada troviamo un bello spiazzo sotto ai pini con spiaggetta privata e decidiamo di fermarci lì. Non c è nessuno ma attribuiamo la cosa al fatto che ormai è tardi ( sono le cinque ed il tempo non è un granché). Ceniamo ad un ristorante poco lontano di una specie di campeggio privato.

13/8 Giornata di mare in pieno relax, non è arrivato nessuno e ci godiamo la nostra solitudine. Verso il tardo pomeriggio ci muoviamo perché abbiamo appuntamento con degli amici a Touroni.

Tra il campeggio e il paese vero e proprio c’ è uno spiazzo in riva al mare dove sembra si siano dati appuntamento tutti i camperisti italiani e non. Aperitivo al tramonto e chiacchere.

14/8 Nonostante siamo arrivati a quota 35 camper, sulla spiaggia, anzi sulle spiagge perché lo spiazzo affaccia su due spiagge, c’è poca gente. Giornata di mare. Attenzione ai ricci: obbligatorio entrare in acqua con le scarpette di gomma. La sera ceniamo ad un ristorante di Touroni

15/8 Le bimbe hanno fatto amicizia e decidiamo quindi di passare il ferragosto in compagnia. Stefano raccoglie al largo una tartaruga ferita, la porta a riva e un signore greco chiama la guardia costiera che dopo un ora la prende in consegna. Siamo un po’ a corto d acqua ( l’ abbiamo fatta ad distributore/autolavaggio prima di Porto Carras prima di spostarci a Touroni dove abbiamo anche svuotato il water) quindi docce veloci esterne. Altra giornata di mare ed a sera tavolata davanti al nostro camper in riva al mare.

Grecia e Turchia in Camper

16/8 Saluti e partenza. Non ci fermiamo a Porto Kaufos, dove avevamo programmato un bagno perché ci avevano detto essere molto bello ma, non ci entusiasma a sufficienza. Proseguiamo per Sarti. La costa est ci piace di più. Numerose calette di acqua azzurra, sempre immerse nella vegetazione, ma anche abbastanza affollate. Più che altro sono affollate le strade che portano al mare con auto parcheggiate da tutti e due i lati ( è la domenica dopo ferragosto).

Decidiamo così di fermarci in un campeggio (Camping Armenistis a Halkidiki) che è molto grande ed anche pieno di gente ma ci tocca comunque una piazzola di fronte al mare. Bucati, shampoo e depilazioni e poi altra giornata di mare. La sera ceniamo al ristorante del campeggio, molto carino ed andiamo al cinema del campeggio (Persepolis in francese con sottotitoli in greco).

Torniamo al camper ed il nostro vicino greco sta ancora mettendo su musica (va avanti dalle due del pomeriggio) comunque a mezzanotte per fortuna spenge e ci addormentiamo con il rumore del mare.

17/8 Partiamo con calma alle 10,30 e impieghiamo due ore a raggiungere Asprovalata da dove riprendiamo l autostrada per Alexandropolis. La costa è bella e deserta, oggi che è lunedì , piena di calette dove si può campeggiare liberamente. Saltiamo l’isoletta di Amudiani (non abbiamo troppo tempo anche se ci hanno detto essere carina) e salutiamo il Monte Athos che sembra l’Olimpo delle raffigurazioni, (la punta aguzza che si perde in una onnipresente nuvoletta).

Da Asprovalta alla frontiera turca impieghiamo circa due ore e mezzo calcolando fermate per il pranzo e gasolio. Al duty free il distributore è chiuso così rimaniamo fregati e ci tocca fare gasolio in Turchia (€1,5 al litro) dove è più caro. Passiamo la frontiera velocemente (avevamo paura che ci facessero storie essendo il camper intestato alla ditta ma gli spiego che siamo i titolari e non fanno altre domande).

Dalla frontiera ad Istanbul invece impieghiamo altre due ore e mezzo, la strada non è un granché, in certi tratti ghiaiosa .

Ad Istanbul seguiamo le indicazioni per l’areoporto Ataturk ed arrivati lì chiediamo ad un poliziotto che parla tre parole d inglese come si fa a raggiungere Sultanamet, la zona della moschea Blu dove abbiamo letto su internet esserci un parcheggio molto comodo.

Mi dice di seguire le indicazioni per Sirkeci ma Paolo non si fida ed assolda un tassista che ci porta a destinazione (30 lire turche equivalenti a 15 euro) . Invece il poliziotto ci aveva detto bene e seguendo le indicazioni per Sirkeci e poi Sultanameth saremmo facilmente arrivati a destinazione.

La strada segue il lungomare, che da l’ultima volta che siamo venuti hanno trasformato in un lungo giardino curatissimo, ad un certo punto seguendo le indicazioni Sultanameth si gira a sx e si entra nella città poi il cartello fa girare a dx si sale finchè non si può più proseguire (c è l’ ingresso del bazar Arasta) e si va verso dx dove dopo 50 metri c è l’ ingresso del Otopark custodito (40 lire turche al giorno).

Il parcheggio affaccia sulla moschea blu da una parte e sul Bosforo da l’altra, meglio di così! Sono le sette e mezzo e andiamo in giro per il centro, ceniamo e visitiamo la moschea Blu che è aperta anche di sera. Nessuno si scandalizza per i pantaloncini corti di Fiammetta, il centro è pieno di gente, pulitissimo e molto curato ed anche molto diverso da come ce lo ricordavamo. Paolo è stanco ed alla 10,30 torniamo al camper.

18/8 Ci alziamo con calma e ci dirigiamo subito verso Ayasophia ma c’è la coda e visitiamo prima la Cisterna (Basilica) sempre bellissima anche se molto affollata (Istanbul è piena di turisti) ingresso 10 lire turche e nessuna sconto per studenti (a Istanbul i bambini fino a 12 anni non pagano quindi per tutto il tempo Bianca sarà under 12). Poi visitiamo il Museo archeologico (Ingesso 10 lire) molti reperti interessanti del periodo ittita e babilonese ma un’esposizione poco organica; pranziamo vicino Santa Sophia che poi visitiamo (alle due non c è più coda, ingresso 20 lire).

La chiesa- museo di santa Sophia è in restauro ed alle figlie è piaciuta di più la moschea blu. Camminiamo per il centro, piccolo assaggio del Gran Bazar ed alle 5 siamo nuovamente a santa Sophia perché da lì parte il pulmino che ci porta al porto per il giro sul Bosforo (tre ore 15 euro per gli adulti e 10 euro per le ragazze). Torniamo alle otto, siamo stanchi e prendiamo un taxi per tornare in camper dove ceniamo perchè siamo stanchi e non abbiamo voglia di uscire a cena né di andare al bagno turco (uno dei due storici è aperto fino a mezzanotte).

19/8 Sveglia con calma e, Houstun abbiamo un problema, il gas è finito e quando cambiamo bombola il regolatore del Secur Motion non funziona più e non viene gas. I vicini camperisti sempre più attrezzati di noi, ci forniscono, santi veneti, tubo ed un regolatore gas, però la portata è diversa per cui funzionano i fornelli ma non il frigo.

Troveremo poi lì vicino un regolatore nuovo ma il passo turco, pur molto simile, è diverso. Amen! faremo a meno del frigo. Visitiamo il Topkapi (ieri martedì era chiuso) poca coda per entrare, ma varie code per ogni stanza (ingresso 20 lire + 15 lire per l Harem per il quale si paga biglietto a parte). In una delle varie code rincontriamo una famiglia di camperisti con la quale ci eravamo incontrati alle porte di Istanbul che ci dice non essere riuscita a trovare il fantomatico campeggio Londra, che stavano cercando, ma di essere finiti ad un area di sosta praticamente sotto la nostra ma sul mare e con possibilità di scarico: sarà per la prossima volta.

All’ora di pranzo siamo fuori e mangiamo un kebab al volo, solito frappuccino allo Starbucks locale (ce ne sono due con grande gioia delle figlie, va detto che questo frappuccino è veramente buono) e poi di nuovo al Gran Bazar. Fiammetta compra coperte cuscini e lampade per rimodernare la sua stanza in stile ottomano ma i prezzi non sono certo convenienti. Camminiamo per la città vecchia, vedendo alcune moschee di cui non ricordo il nome (a Istanbul ce ne sono, pare, 2000 ) fino ad arrivare al quartiere di Sulameyne, interessante con vecchie case di legno anche se per lo più non restaurate, ma la moschea omonima è chiusa per restauri.

Scendiamo giù fino alla moschea nuova per visitare il mercato delle spezie e l’altra moscheina lì vicino (il nome si è perso). Mercato delle spezie un po’ deludente, molto più interessante osservare il via vai di gente in prossimità del ponte di Galata. Da segnalare sulla piazza antistante la moschea nuova, esattamente dalla parte opposta della piazza, un bar d’angolo specializzato in vari tipi di caffè e cioccolata, ottimi entrambi, da provare l’espresso con cucchiaino di cioccolata, l’affogato al caffè e molte altre cose (noi al solito abbiamo provato quasi tutto). Torniamo al camper e non abbiamo fame quindi niente ristorante anche stasera : ci avevano consigliato, lì nel quartiere di Sultanahmet , Balikci Sabahattin, se vi capita… Decidiamo di partire l’ indomani per la Cappadocia.

20/8 Partiamo alle 7,30 per non trovare traffico. Dal parcheggio si gira a dx e poi ancora a dx fino a ritrovarsi sul lungomare che si imbocca in direzione del porto, noi subito dopo abbiamo seguito e indicazioni per il ferryboat per Harem che per 8,5 lire in 15 minuti  porta nella parte orientale (il ferry c’è ogni 20 minuti). L ‘alternativa era quella di andare avanti fino al Galata bridge, attraversare, seguire dritto per Dolmabahce poi girare a dx per Besistaz fino al ponte sul Bosforo (a pagamento) dove si va nella parte orientale. Sul traghetto parliamo con un signore gentile che ci dice di seguirlo perché imbocca anche lui l’autostrada per Ankara (in ogni caso scendendo dal traghetto tenetevi a dx dritto e poi voltare a sx ed iniziano indicazioni per l’autostrada).

In Turchia le strade sono ben segnalate ed anche con una cartina ridicola come la nostra (non prevedevamo di girare per la Turchia) si arriva. C’è poi da dire che i turchi sono gentilissimi, molti parlano inglese ed anche quando non parlano inglese ma solo turco, capiscono e si fanno capire. Fino ad Ankara è tutta autostrada, la strada è buona ma c’è un forte vento; ci fermiamo solo per far gasolio (con il vento contro si consuma molto di più) ma impieghiamo comunque 5 ore per arrivare ad Ankara (autostrada 13 lire turche).

Dopo Ankara c’è una superstrada a due corsie ma il fondo stradale è pessimo e non si possono tenere grandi andature. Dopo una cinquantina di chilometri da Ankara la strada costeggia un enorme lago salato. Ci fermiamo sulla riva bianca a mangiare, facciamo un po’ di foto e raccogliamo il sale. Nonostante la sosta di un ora poco dopo ci rifermiamo perché il paesaggio è ancora più bello perché c è ancora la riva bianca di sale ma il lago è rosa. Camminiamo fino alla riva per capire questo fenomeno. Arrivati ad Aksaray giriamo per Nevsehir e poi proseguiamo fino ad Uchisar . Il paese è bellissimo ed i panorami stupendi. La strada fino a Goreme ,vicinissima, è un susseguirsi di paesaggi fantastici. Arrivati a Goreme proseguiamo per l’Open Museum e poco prima sulla dx c’ è il Goreme camping ([email protected]), con una bella piscina ed in posizione ideale per fare trekking. La famiglia che lo gestisce è molto gentile e parlano quasi tutti inglese.

Ceniamo al ristorante Sufran a Goreme (lo cito perché ci abbiamo mangiato molto bene, da provare il pottery kebab, tant’ è che ci siamo tornati anche la sera dopo). Ci informiamo per le gite a cavallo e per la mongolfiera che vorrei fare ma un po’ il costo (€ 120 a testa) , un po’ la partenza (5,30 del mattino), un po’ non ho l abbigliamento giusto (deve fare un gran freddo lassù) ci rinuncio. Notte piuttosto fredda dormiamo con i piumini e accendiamo anche la stufa.

21/8 Partiamo con calma dal campeggio ed imbocchiamo il sentiero che parte proprio davanti all’entrata del campeggio. La passeggiata è incredibilmente bella, non c’ è quasi nessuno e non è faticosa. Facciamo mole fermate per arrampicarci nelle rocce ed abbiamo anche belle sorprese (entrando in uno dei tanti buchi troviamo una chiesetta con tanto di cupola e decorazioni). Di chiese visitando il Parco di Goreme ne vedremo moltissime ma la sensazione che da lo scoprirle per conto proprio in perfetta solitudine è ineguagliabile.

Percorriamo la Rose e la Red Valley, dove in un piccolo bar ci rifocilliamo con del the alla mela (specialità della Cappadocia) troviamo un gruppo di francesi la cui guida ci chiede se abbiamo visto l’ unica chiesa della Cappadocia con alte colonne. Torniamo indietro e facciamo il sentiero indicatoci ma non la troviamo, poi per caso esplorando il solito buco impervio (non c’è alcuna segnalazione) la troviamo. E incredibile entrare in uno stretto cunicolo e trovarsi poi in una grande chiesa a tre navate tutta scavata nella roccia. Molti fanno trekking muniti di guida e forse è la soluzione migliore perché solo poche chiese sono segnalate, il resto va scoperto ma noi abbiamo preferito andare per conto nostro. Pranziamo a Cavusin alle tre e poi ci rincamminiamo verso il camping perché alle 18 Paolo e Fiammetta vanno a cavallo (35 lire all’ ora a testa) gli è piaciuto molto. Io e Bianca stiamo in piscina a riposarci. La sera cena nel solito ristorante.

22/8 Subito all’apertura alle 8 siamo al Goreme open Museum (un concentrato di chiese e monasteri rupestri quasi tutti affrescati) e facciamo bene perché subito dopo arrivano pullman carichi di turisti ( ingresso 15 lire + altre 15 per visitare la chiesa più bella+ altre 7 lire per il parcheggio dove se qualcuno gli venisse in mente non si può sostare per la notte). Alcune chiese sono belle ma nell’insieme, dopo la passeggiata di ieri, l’ esperienza ci lascia un po’ freddini.

Alle 9,30 ripartiamo per Zelve. Sulla strada ammiriamo i camini delle fate ( località Pasabag) e poi passeggiamo ancora nel Zelve Open Museum ( due valli ad anfiteatro con abitazioni rupestri ingresso 10 lire). Anche lì molto turistica, basta tenersi sul sentiero in alto per stare da soli.

Poi andiamo ad Avanos dove fanno le ceramiche, ma noi visitiamo la scuola di tappeti più che altro per farla vedere alle ragazze. Proseguiamo per Derinkuyu una delle città sotterranee. Arrivati lì pranziamo in camper (c’è un parcheggio all’entrata del museo) e poi scendiamo in quella che dicono essere la più bella o forse la più grande delle città sotterranee, sicuramente è un vero labirinto e senza gli appositi segnali uno si perderebbe subito. Tra l altro i quadri generali delle luci sono sempre aperti e ci siamo chiesti cosa succederebbe se qualche cretino gli venisse in mente di fare uno scherzo e levare la luce.

Fuori del paese imbarchiamo due autostoppisti olandesi che vanno a fare trekking nella valle di Ihlara che dicesi molto bella. Lasciati i due, noi ci fermiamo a fare un po’ di spesa ad Aksaray : per fortuna che l’Arca ha il paraurti in vetroresina perché, mentre noi facciamo spesa al supermarket, un signore spensierato ci tampona ma la cosa si risolve senza danno e proseguiamo per Ankara dove arriviamo verso le 18,30 dopo essersi fermati constatiamo che il frigo a gas funziona , non sappiamo il perché .

Per chi fosse un viaggiatore “sciagattato” come noi, che non usiamo il navigatore perché non gli diamo mai retta, ci scordiamo di comprare le cartine o informarci su internet, comunico che per arrivare al museo delle civiltà Anatomiche, nostra meta finale, occorre seguire le indicazioni per Sehir Merkezi ( che vuol dire centro) e poi per Ursul ( tutto questo ce l hanno spiegato i vari passanti in turco ma ci capiamo bene lo stesso) dopo di ché abbiate fede, andate a dritto che dopo un paio di chilometri appaiono le indicazioni per Anadolu medeniyetleen muzesi, (pensate quanto sono bravi i turchi a capire quando io gli ho chiesto del Anatolicum Museum o Archeological Museum) oltretutto abbiamo scoperto che ci sono due musei sull’Anatolia).

Parcheggiamo a Otopark che è a dx subito dopo la pettata che porta alla cittadella. Sopra c’è un bel parco e poi la cittadella, che andiamo a vedere ma non è stata ancora restaurata e quindi completamente decadente e povera, un bel contrasto con la megalopoli supermoderna che abbiamo appena attraversato. Calata la notte ci accorgiamo che il parcheggiatore se né andato ed il parcheggio è buio e deserto. Paolo va a fare una passeggiata e si informa e gli dicono che possiamo stare tranquilli ma preferiamo spostarci davanti al parcheggio sotto le case anche perché si è liberato un posto più in piano. Mentre facciamo manovra passano dei signori e ci fanno capire che parcheggiare lì diamo noia ma ci fanno entrare nel recinto di un edificio del quale uno dei signori è il guardiano. Ci fa capire che lui dorme lì e di stare tranquilli.

23/8 Al mattino c è un gran silenzio e ci svegliamo tardi. Andiamo subito al museo. Il museo ( ingresso 15 lire) non è grandissimo ma veramente interessante con reperti magnifici ed un ottima esposizione e didascalie chiare e semplici ( in inglese). Partiamo da Ankara alle tre ed arriviamo ad Alessandropoli alle 21.30 . Alla frontiera nessun problema . Alessandropoli è una città vera e propria e di sera abbastanza trafficata. Il lungomare è chiuso al traffico per cui dormiamo all’interno davanti ad una villetta .

24/8 Partiamo presto verso le 7,30 così nel pomeriggio siamo arrivati a Gliki un paesino vicino Parga dove si trova la sorgente dell’Acheronte. Al parcheggio, affollato di camper e polveroso, c’è una gran confusione. Le bimbe dichiarano di volersene andare . L’ acqua dell’Acheronte è invitante ma gelida. Con costume e scarpette di gomma ci avviamo sul sentiero che risale per un piccolo tratto il corso del fiume dopodiché si risale direttamente nell’acqua che per fortuna salendo diventa meno fredda.

Camminiamo per un oretta. In certi tratti occorre nuotare quindi non bisogna portarsi dietro cose a meno di non nuotare con un braccio alzato come fa Paolo. L’ acqua è fredda ma estremamente invitante, azzurra e cristallina. Verso le cinque il tempo si ingarbuglia, oltretutto dei signori greci simpatici ci spiegano che la sorgente è ancora lontana, così decidiamo di tornare indietro e tornare il giorno dopo. Tornando andiamo per andare a vedere il ristorante che si trova sulla riva opposta, ci accorgiamo che il parcheggio da quel lato è tutto ombreggiato e c è solo un camper. Rimontiamo quindi sul camper e cerchiamo l accesso all’altra riva ( basta andare avanti sulla strada principale e passare un ponte di legno dopodiché girare a sx). Ci piazziamo in riva al fiume sotto gli alberi. Purtroppo il tempo non ci consente di mangiare fuori perché inizia a piovere.

25/8 Il fiume è diventato tutto melmoso e ci rovina un po’ la gita. Oggi dopo il primo tratto non incontriamo più nessuno. Le bimbe ad un certo punto si fermano: l ‘acqua non è trasparente, il livello è salito e c’è una forte corrente, per cui talvolta nuotare diventa faticoso. Stavolta camminiamo per circa due ore fino a sorpassare un ponte di pietra.

Lì incontriamo i greci del giorno prima, che ci spiegano, viste le condizioni del fiume, di essere venuti prima in macchina e poi a piedi per il sentiero ( pare arrivi fino alla sorgente) e che dal punto dove ci troviamo manchino ancora un’; ora. Così anche stavolta torniamo indietro. La sorgente dell’Acheronte rimarrà per noi ignota. Dopo pranzo ripartiamo. Vogliamo trascorrere gli ultimi giorni al mare in relax ma non vogliamo andare a Parga che ricordiamo affollata e caotica ( altri incontrati poi al traghetto ci diranno che si sono trovati bene ad un campeggio tre chilometri prima di Parga). Seguendo il consiglio di altri dalla strada per Igoumenitsa giriamo per Perdika e poi passato il paese proseguiamo seguendo le indicazioni per Kardistan.

Questa è una grande baia con una lunga spiaggia. Alcuni tratti sono di spiaggia attrezzata altri libera. Ci sono alcuni camper ed è possibile parcheggiare e fare campeggio libero. Ricordarsi di fare la spesa prima di arrivare perché lì nonostante la presenza di alcune pensioni ed alberghetti non si trova nemmeno il pane.

Sulla spiaggia ci sono le docce ma non c’è possibilità di scarico. Alla fine della baia c è un ristorante con terrazza panoramica ( servizio lento ma non si mangia male). La spiaggia non è affollata ma nemmeno deserta insomma non un posto d’ incanto ma ci siamo stati bene.

26/27/28 agosto giornate di mare.
Verso le sette del 27 ci avviamo verso Igomeunitza che raggiungiamo in un’ora. Arriviamo così presto che potremmo rendere il traghetto precedente ma non c è più open deck e dovremmo prendere una cabina o dormire in poltrona . Non ne abbiamo voglia ed aspettiamo la nostra nave ( naturalmente in ritardo). Le bimbe guardano un paio di film. Personalmente siamo contrari alla televisione in camper perché penso che le vacanze servano come periodo di disintossicazione ma negli spostamenti lunghi o nelle attese guardare un film aiuta a passare il tempo e mantenere sereni i rapporti genitori/ figli.

(di Nicoletta Bacci Berlendi)