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In camper nell’altra Sardegna il relax estivo del pensionato Luciano Bacci

In camper nell’altra Sardegna il relax estivo di Luciano Bacci

Isola di sogno, isola di moda, terra di vacanzieri: calciatori, manager, affaristi vari e soprattutto attricette e aspiranti veline ospiti di barche, ville, villette, villone rigorosamente con piscina, sempre in attesa di qualche fotografo che possa immortalarle su un qualsiasi rotocalco.

Fortunatamente non è questa la Sardegna, o almeno non solo. E’ invece una terra che offre molto, ma solo a chi sa veder e e cercare.

E’ vero, la grande attrazione è il mare la cui trasparenza e il colore smeraldo sono inconfondibili e non temono confronti , al punto che dopo averle provate, risulta assai difficile bagnarsi in un altre acque, ma la Sardegna sa offrire molte altre cose.

Anche se la cosa potrà sembrare un po’ interessata, confesso che per me senza il camper non si può assolutamente conoscere la Sardegna. (e i cosiddetti vip di cui sopra, non sanno quello che perdono).

Escluso pochissimi giorni di Agosto, quando c’è veramente ressa, risulta facile parcheggiare, il camper è ben tollerato, anzi ben visto.

Vi sono molti campeggi, soprattutto stagionali, e altrettante aree attrezzate e non, e molti agriturismo hanno previsto alcune piazzole per camper; infine delle bellissime calette deserte anche se….

Da noi nel pisano si dice che quando Cristoforo Colombo sbarcò per la prima volta in America, trovò un lucchese che vendeva le statuine; in Sardegna, quando credi di aver scoperto una caletta deserta al punto che per andarci hai dovuto patire le pene dell’inferno, rischiando di graffiare il camper con rovi e arbusti selvaggi, ebbene non appena sei in vista del mare, scopri che ci sono già due o tre camper di tedeschi che si stanno godendo il sole e il mare. Loro, sono i veri conoscitori della Sardegna, anche perché vengono quasi sempre nei mesi meno affollati.

Da anni insieme a Miranda e Renato, Anna e Gigi, Helga e Willy, quest’ultimi autentici tedeschi di Germania e cari amici, che di cognome fanno nientemeno che Shumacher  ci troviamo in Sardegna nei mesi di Giugno e Luglio quando cioè sulla spiaggia siamo in cinque.

Ci appoggiamo al camping Salamaghe di Budoni, dall’amico Gianni che ringrazio caramente per tutto quanto ci permette: non è un campeggio a cinque stelle, ma garantisco che offre tutto quanto serve per trascorrere una vacanza comoda e serena.

Vi domanderete a cosa serve il camper se si conduce una vita stanziale?

Non è proprio cosi (e poi vi spiegherò) ma, signori miei da oltre trent’anni vado in camper e credetemi ho girato tanto, proprio tanto, però adesso, con l’avanzare inesorabile di quella strana cosa che è l’età, purtroppo inversamente proporzionale al movimento, si prediligono soste decisamente più lunghe.

Ma non è penalizzante, anzi, ci permette di vivere una vita all’aria aperta, con amici che ti sei scelto e con i quali stai bene, spesso riuniti a raccontarci bischerate che finiscono sempre a tarallucci e vino.

Sembra quasi un titolo di come passare la pensione in modo attivo e sereno e mi riservo quindi di parlarne in altra occasione. Adesso l’argomento è:

l’altra Sardegna.

Un giorno un po’ ventoso, consigliati da Gianni, ci siamo mossi direzione entro terra lago Omodeo distante circa 120 Km. E’ un lago artificiale che interrompe il fiume Tirso, piuttosto grande, infatti abbiamo impiegato più di un’ora per attraversarlo con un bel barcone, ma ne è valsa la pena in quanto abbiamo goduto di un paesaggio struggente. Nei dintorni esiste una bella chiesetta romanico-gotica che faceva parte di un paesino poi sommerso, ma la chiesa è stata smontata e rimontata nel paese di Zuri.

Questo lago è nei pressi di un grande parco naturalistico, Nugheddu Santa Vittoria, con un museo molto interessante, ma la cosa più suggestiva è l’atmosfera che si respira. In un paesaggio ricco di grandi piante, si vive insieme agli animali soprattutto conigli selvatici e cinghiali, sembra di vivere nel medioevo (mancano solo l’arco e le frecce) immersi in una rigida cultura sarda.

In mezzo a questo paradiso un sardo intraprendente che si chiama Gianni Pittalis ha costruito un gran bel ristorante Belvedere con intorno camerette singole costruite in legno e diverse piazzole per camper dove abbiamo passato la notte, dopo aver gustato una cena a base di cucina sarda compreso naturalmente l’insostituibile porceddu.

Il complesso offre un po’ di tutto: gite in barca, pesca, caccia, funghi a gogò, cavalcate nei boschi, insomma tutto quanto occorre per trascorrere giornate e nottate indimenticabili.

Al mattino il trenino ha preso la via del ritorno, piano piano per godere ancora un paesaggio, che non provo neanche a descrivere perché non ci riuscirei, lieti di poter raccontare ad altri le nostre emozioni.

E questa non è Sardegna con la S maiuscola ?